15 commenti

  1. La fede è un fatto sostanziale e richiede uno sforzo incessante, quando ti sveglia non ti lascia più ma ti costringe ad un lavoro faticoso e sempre più in salita! Grazie per queste parole che infondono forza e coraggio. Che strano all’inizio di ogni anno ci focalizziamo sui propositi, su una lavagnetta ho scritto: 2013 – impegno studio poi ho aggiunto sforzo, non bastava, sono tornata a scrivere distacco, non bastava, dopo un po’ ho aggiunto ancora: coltivare lo spirito ogni giorno.
    E ora….ascolto queste parole! Davvero è importante fare attenzione alla “segnaletica invisibile” di un percorso non convenzionale.
    Buon anno a tutti i compagni di viaggio!

  2. Quando ci troviamo di fronte le situazioni difficili ,pensiamo sempre che noi siamo soli e non ci accorgiamo che Dio oltre ad essere con noi ci manda dei segnali di fumo ,a volte ce li pone sotto il naso,ma noi siamo cosi increduli che non ce ne accorgiamo.Infatti, per comprendere questi segnali dovremmo fare lo sforzo di guardarli oltre i nostri confini,perché di questo si tratta di non soffermarsi solo su ciò che appare ,ma di ascoltare e di vedere con il cuore quello che Dio ha da dirci per sostenerci ,rassicurarci e consolarci nei momenti di estrema difficoltà.

  3. Caro Don è così, la Fede è un dono, ma è anche fatica. E’ difficile entrare per la porta stretta. Ma come hai detto nell’ultima omelia dedicata a Don Mario…Svegliarsi un po’, destarci dal torpore dicendo convinti..io credo, io spero, io amo, consacrandoci a Maria che è colei che ha capito che la Fede è un Dono, ma anche fatica di ogni giorno…
    Grazie Don colgo l’occasione per farti i miei auguri.

  4. Nell’anno ormai uscito di pista abbiamo sentito molto parlare di sobrietà, in televisione soprattutto, il che è alquanto ridicolo. Penso però che tra la sobrietà di una nascita avvenuta nel silenzio del mondo – come tanti bambini che nascono e muoiono nell’indifferenza generale -, e quella che ci viene tirata addosso dalla sommità di un piedistallo tra grida di acclamazione per il nuovo che arriva – considerata l’età degli acclamatori pure sul “nuovo” ci sarebbe da discutere -, ci sia una notevole differenza: la prima fa rima con umiltà, mentre la seconda con falsità.
    Anche per questo la Fede è giusto che sia fatica giornaliera, perché è l’unico modo per non perdere di vista l’essenziale e mantenere la barra dritta nel mare piatto di addormentate coscienze televisive.

  5. Dio é presente proprio nelle situazioni più difficili, quando abbiamo più paura e la tentazione di voler provvedere da soli é più forte: mi cade a pennello questo invito, proprio oggi, é un altro segnale ed invito grande ad avere Fede ed affidarmi!
    Grazie, don…

  6. La vita è un viaggio verso un futuro senza corpo, perchè l’eternità nasce con il primo vagito. Qualunque sia il tuo Dio ciò che conta è alzarsi ogni mattina con il proprio bagaglio di esperienza e speranze e andare avanti, guardare il panorama mentre si procede e fermarsi ogni tanto per cogliere il meglio o riflettere su una meta sbagliata. Anche la fede è un viaggio, se sia dono o no non saprei, l’ho sempre avuta anche nei momenti in cui mi sono chiesta dov’è Dio e come ogni viaggio presuppone il desiderio di farlo, la conquista e il mantenimento, che è cosa ancor più impegnativa. Viaggiare per amore del viaggio, perchè la vita è in ogni attimo ovunque ti trovi, domani è un altro giorno, un giorno in cui potresti anche scoprire di aver creduto solo in te e in un Dio che non ti aspetta per il solo motivo di averti incontrato già e qui.

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