Passepartout

Il Cielo comincia qui: lasciandosi amare da Gesù, e riamandolo. Le cose importanti sono semplici, nonostante lo spessore e la complessità. Amore è la parola chiave, come se Dio avesse voluto consegnarci un passepartout, che desse accesso a Lui in qualunque istante della nostra vita.

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Altro da fare

A Dio diamo il minimo, come fossimo a scuola, o al catechismo. Speriamo di cavarcela con poco, di sbarcare il lunario dell’eterno con qualche gesto formale. Povero Cristo: ci prova a chiederci di più, ma quasi sempre è deluso. Figurarsi, abbiamo altro da fare.

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Veramente

Gesù vuole che lo amiamo. La sua richiesta non è come le nostre, mosse da un egoismo che pretende, che impone se stesso. Gesù chiede di amarlo perché fa bene a noi. Perché senza questo amore scivoliamo lentamente nella morte. Amiamolo, e troveremo quello che cerchiamo. Veramente.

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Prima che bruci Parigi

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Sapevatelo. 61

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La Presenza

Se Dio ama, vuol dire che noi, suoi figli, dobbiamo essere sua memoria nel mondo. Le anime del purgatorio soffrono perché non vedono Dio: ciò significa che qui, sulla terra, è questa la cosa più importante. “Voglio vedere Dio”, diceva santa Teresa d’Avila, da bambina. “Vedere Dio in tutto”, raccomandavano i Padri. Ecco il segreto: rinnovare la presenza di Dio, ogni momento, al ritmo del respiro.

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Domenica delle Palme (Lc 22,14-23,56)

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La celebrazione eucaristica di domenica 14 aprile sarà alle ore 9.30 al Santuario nuovo. Alle ore 11.30 alla SACRI.

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Se se ne accorgessero

Siamo distratti, ma Gesù ci attende. È uno specialista dell’attesa: anche quando tutti, perfino una madre o un padre, uno sposo o una sposa, perderebbero, quasi per forza di cose, la pazienza, Lui è lì, che aspetta. I cuori più duri vacillerebbero per un istante, se se ne accorgessero.

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Solitudine

Gesù si sente solo? Su questa terra, sì. Sono pochi quelli che si accorgono del suo appello all’amore, del suo paradossale bisogno della nostra risposta. Forse pensiamo che abbia il nostro stesso cuore di pietra. Oppure che esista un amore indifferente al tu.

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Raccoglierci

Perché fare silenzio? Perché raccoglierci? Non dobbiamo mai dimenticare la lezione di Elia, la qol demama daqqa: la voce di silenzio sottile attraverso la quale avviene la comunicazione col Signore. Se escludiamo il silenzio, escludiamo Gesù. Ecco perché dobbiamo amare il raccoglimento, e praticarlo ogni volta che possiamo.

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6 passaggi per ritrovare il senso della vita

A volte ci sentiamo falliti, prostrati, delusi, come se fossimo arrivati al capolinea, senza energie e privi di speranza. È il momento di fermarci e fare ordine, se non vogliamo cadere in disperazioni o depressioni. I passi da fare sono questi.

  1. Tutto quello che è accaduto, è stato fino ad oggi. D’ora in poi, si cambia.
  2. Se ci siamo trovati in queste condizioni, abbiamo perso i valori: è il materialismo a disorientare, a privarci dell’entusiasmo che ci contraddistingue.
  3. La vita è un impegno che richiede sacrificio: se cerco il piacere, le comodità, la convenienza, diventerò smidollato, inconsistente.
  4. L’esistenza umana è fatta di terra e cielo: solo questa unione ci rende fecondi, completi, realizzati.
  5. Il cielo è Dio, l’amore vero: unendoci a Lui, troviamo il filo d’oro che ci collega al resto.
  6. Per questa meta, vale la pena lottare, soffrire, rinunciare: per scoprire che la gioia era lì, dietro l’angolo, e non l’avevamo mai notata.
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Il sorriso

Il sorriso è importante. Vuole dire: ci sei, ti riconosco, non avere paura. In fondo, viviamo ancora nella giungla. Potremmo dover contenderci, da un momento all’altro, un pezzo di pane, per una improvvisa carestia. Ma se ti sorrido, voglio dire: siamo qui, ora, abbiamo fiducia, nonostante.

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5 passaggi per trasformare una delusione in ringraziamento


  1. Guardare in faccia la delusione. Descriverla in parole.
  2. Considerare le ragioni dell’altro: perché si è comportato in quel modo? Analizzare la questione andando al di là del proprio coinvolgimento e dei propri interessi.
  3. Dopo aver evidenziato le ragioni dell’altro, cogliere quale può essere il frutto per sé. Per esempio: a volte le persone ti cercano perché hanno bisogno di qualcosa; quando non sei più utile, se ne vanno.
  4. Estrapolare la lezione da custodire. Per esempio: non bisogna fondare la propria sicurezza sugli altri, che possono venir meno, ma sul Signore, che rimane.
  5. Ringraziare per essere diventati più consapevoli e liberi. Siamo fatti per Dio: tutto il resto ci è dato in sovrappiú.
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Tutta un’altra cosa

Gesù vuole parole d’amore: perché non dirgliele? A volte pensiamo di conoscere la vita; poi, un bel giorno, ci svegliamo, e comprendiamo che è tutta un’altra cosa.

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Come ritrovare, in 6 passi, una visione positiva della vita


  1. Ricordare che Dio ci ha creati a sua immagine. Lui è bello, buono e vero: in qualche modo, dunque, dobbiamo esserlo anche noi.
  2. Per la stessa ragione, siamo impastati di valori: giustizia, verità, libertà. Sono come tasti di un piano, che possiamo suonare per rendere armonica la vita.
  3. Questi elementi costituiscono la nostra struttura vitale, ma sono insidiati dai loro contrari: menzogna, cattiveria, bruttezza, ingiustizia, costrizione.
  4. Sulla struttura originaria si innestano le virtù donate da Dio, e per questo dette teologali: la fede, la speranza, la carità. Esse ci espongono all’azione potente della trascendenza divina.
  5. Ogni mattina possiamo scegliere: aderire a ciò che è vitale o andare verso ciò che è mortale. La musica dipende da noi: armoniosa o stridente, a seconda dei tasti che battiamo.
  6. La vita, dunque, è l’arte di toccare le corde giuste, guidati da un direttore d’orchestra d’eccezione: Dio.
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La realtà

Vieni, Signore Gesù: è il finale della Bibbia. Evidentemente, è la cosa più importante. Se Lui non ci venisse incontro, saremmo perduti, anche se fatichiamo a concepirlo. Il primo atto da compiere, dunque, è mettersi alla sua presenza, sentirlo vicino ed amorevole. È la realtà. Ma si può vivere anche di illusioni, pensando che sia assente.

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D’ora in poi (Gv 8,1-11)

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D’ora in poi

Domenica 7 APRILE 2019

V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C)

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