Piccole cose

Ci sono piccole cose che facciamo bene con soddisfazione: una gioia discreta e inspiegabile, che viene dal profondo. Così Gesù – lo dice a Gabrielle – è felice quando opera nell’anima. Regaliamogli la felicità di farlo anche nella nostra.

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Lo stesso

Soprattutto per me, è una lettera
difficile, la erre. Ma se penso
a Ravenna, alle chiese così belle,
ai ricordi romantici, al ritorno
a casa, dopo scuola (oppure a Dio
dopo il peccato), a Roma, con le glorie
e le buche da un metro, o al Rodari
di Favole al telefono, alla rissa
sul campo da pallone, e anche al rimorso
per il male compiuto e il bene omesso,
insomma: benché sia quella lettera
difficile che è, l’amo lo stesso.

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La celebrazione eucaristica di domenica 15 dicembre sarà alle ore 9.30 al Santuario nuovo.

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Martiri

Il mondo è pieno di martiri: basterebbe pensare al loro sacrificio per accendere la fede. Non dovremmo crederli un’anomalia, come ricorda il Cristo alla Bossis: ti stupisce che Io sia amato?

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Visita nel cimitero del paese

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Pioggia

Pioggia è una parola che ha ricordi
di città: come Chioggia, Foggia. Anche
foggia, però: del cardigan, l’ombrello,
l’impermeabile. Freddo mi ricorda
Piero Gheddo, l’umido può essere
sia tumido sia timido, e i brividi,
lividi. Ah! le mani congelate
mi richiamano quelle delle fate,
e la tristezza, mezza previsione
di partire. La nuvola è da sola:
sarebbe troppo facile abbinarla
a favola. Ci manca il passerotto
per mettere il cappotto e cominciare
da capo, per capire che, chi parla,
fantastica per forza, e non può smettere.

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Fidarsi

Dio è delicato, come la pioggia sulle piccole e fresche foglie di maggio, dice il Cristo alla Bossis. C’è da crederci, anche se a volte potremmo dubitarne. Siamo sempre noi che non vogliamo, non vediamo, non capiamo. Siamo noi gli indelicati, per usare un eufemismo. Lui sa, bisogna fidarsi.

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Comunque

Nessuno sa a che serva la poesia,
si porta appresso come
la spesa, ma non pesa
come le buste,
magari la ritrovi nella macchina,
ma non occupa posti, appare in cielo,
sotto forma di nuvola, o di uccello.
È dunque inafferrabile. Al più
la puoi chiamare amica, senza illuderti
di portarla all’altare: è una specie
di angelo, che a un’ora
vola via. Ti rimane il desiderio
di vederla: la via per ritrovarla
è scriverla. O leggerla. Poi lasciala
andare dove vuole, tanto ci va
comunque.

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La soluzione

Abbiamo bisogno di parlare, anche solo con noi stessi. È il desiderio primordiale di comunicarsi, di uscire dall’isolamento. Ma quante delusioni dietro l’angolo: c’è qualcuno che ascolti davvero? Gesù dice a Gabrielle: di’ loro di parlare con Me. Questa è una buona soluzione. Anzi, è la soluzione.

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Stazione

La voce annuncia, chi di noi l’ascolta?
Ciascuno con la sua valigia, il povero
che aspetta, dentro il treno
un caldo innaturale, dove ha dato
appuntamento? Quante volte siamo
partiti! Ma in quell’ultimo tragitto
non potevo seguirti. Ho immaginato
altre voci/binari, altre valigie
ricolme di peccati. Eroismi,
propositi inevasi. Quelle luci,
laggiù, saranno angeli o miraggi?

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Cambierebbe


Dio ci chiama alla perfezione, non perché sia affetto da perfezionismo, vecchia piaga del mondo, ma perché, come dice il Cristo alla Bossis, la perfezione di un’anima è di grande utilità per il genere umano. Come sempre, l’amore non è mai fine a sé stesso: basterebbe ricordarlo, e il mondo cambierebbe.

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Catechesi 9 dicembre 2019

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Madonna di Loreto 10 dicembre

È cominciata qui, la nostra storia,
con gli angeli che ti hanno trasportato
in volo da Taormina.
Su un pianeta minuscolo,
miracolo di amore, ignoto ai più.
Come per ciò che conta veramente,
nessuno ha visto,
nessuno ha udito
dei potenti della terra,
degli orpelli grondanti vanità.
Ma attraverso di te, la santa Vergine
ha cambiato la storia
di chi si era perduto, di chi morto,
attraverso di te, è tornato in vita.

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Don Andrea Pizzichini legge il Piccolo manuale di spiritualità

Cosa significa “spiritualità”? Che cos’è lo spirito? Sarebbe interessante andare in una qualsiasi piazza di una qualsiasi città (anche della Città eterna!) e porre queste domande alle persone che si trovassero lì a transitare. Probabilmente se ne ascolterebbero delle belle: si tirerebbero fuori luoghi esotici, tempi (e templi) lontani, santoni dalle barbe più o meno lunghe…senza contare lo stupore quando si facesse notare che invece non si tratta d’altro che della pura e semplice vita cristiana.

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Troppo in alto

Il cane guarda intorno incuriosito:
il paese è un abisso di dolore
e di gioia, la mano lava i sogni
e li rende leggibili. Per questo
ti chiamo da qui, da questi quadri
appesi per errore, come certe
giornate che non sai come finiscono.
Il cane lo sa già: si guarda intorno,
scodinzola, si accosta, si ritrae.
Il cielo è troppo in alto da annusare.

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Cosa mi importa?

Quando il prete benedice, benedice Dio. Sembra banale, ma un Dio che dice bene di noi, cambia la vita. Siamo così attenti ai giudizi degli altri, così facilmente ci facciamo ferire, ma se Dio dice bene di me, cosa mi importa?

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Dove sei? (Immacolata Concezione)

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Dove sei? (Immacolata Concezione)

DOMENICA 8 dicembre 2019

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (ANNO A)

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Il paradiso

Gesù è il futuro, la vita eterna, il paradiso. È l’attesa, la speranza, la realizzazione prossima dei nostri desideri. È Uno che verrà. Ma anche Uno che è, e che viene. Nessuno tiene tanto, come Lui, al presente. Nessuno sa, come Lui, quanto siamo tentati di evadere da esso. Immagina una vita, dice alla Bossis, in cui ogni attimo sia vissuto per la gloria di Dio. Effettivamente, sarebbe il paradiso.

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La celebrazione eucaristica di domenica 8 dicembre sarà alle ore 9.30 al Santuario nuovo.

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Dettagli

La gente è appesa al tempo
come le stelle al cielo.
Spande luce o tenebra,
e sono in molti a pendere
dalle labbra dell’ultimo arrivato.
Nello spazio infinito
una parola ha un peso insostenibile,
come se da un dettaglio
si potesse decidere la storia.
La coda di una stella cometa,
a volte, è sufficiente a segnalare
la catastrofe o l’alba.

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