Tu sei

Il segreto dei segreti è che tu sei più di ciò che pensano gli altri, e più di quello che pensi di essere tu stesso. Al di là di ogni cosa, tu sei. Arriva un momento, nella vita, in cui te ne accorgi, fosse pure all’inferno. Ma lì non c’è possibilità di rimediare. Se lo scopri prima, però, è il momento più bello in assoluto: può crollare il mondo, possono metterti al bando nel sistema solare, o in tutto l’universo, ma tu sei. Se lo sapessi, non ti faresti più nessun problema, non proveresti angosce, ansie, paure, e una sola cosa ti starebbe a cuore: Dio, perché tu sei per Lui. Allora ameresti, perché non cercheresti gli altri per desiderio o per paura, ma perché essi sono, come te. 

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La mensa della Parola. 25

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Con noi

Gesù vuole che lo sentiamo vicino ogni momento, che lo consoliamo con il nostro amore. Un Dio da consolare? È straordinaria questa intimità, la reciprocità che non ci fa sentire soli, perché Lui è con noi, e noi siamo con Lui. Desideriamolo, e Lui verrà; invochiamolo, e Lui ci sarà. Quanto poco conosciamo il nostro Dio! 

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L’impero

Mi interessa il cuore. Oggi, la mente che governa il mondo fa di tutto per nasconderlo alla vista. Perché scendere nella verità del proprio cuore è la rivoluzione più insidiosa. Affoghiamo in un mare di immaginette, cuoricini, abbraccini, nella melassa che rende tutti uguali, tutti innocui. Se arriva uno che parla dal profondo, le chat ammutoliscono: è uno scandalo pensare, un’offesa al diktat della mente al potere. Non cederò mai più al linguaggio degli schiavi. Spezzerò per primo le catene. Noi siamo di Cristo, la Parola. Non saremo mai sudditi ubbidienti dell’impero della Grande Idiozia. Ce ne sono abbastanza. 

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La mensa della Parola

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Gesù a Gabrielle

Il lunedi: vivi nell’amore dello Spirito Santo domandandogli l’amore. È Lui che rende possibile la santità. Il martedì: con la Regina degli angeli e con gli angeli. Per riparare le tue offese e le offese. Il mercoledì: con san Giuseppe: prendi a prestito da lui la vita interiore. Il giovedì: sii piccola ostia con Me. Sii un’ostia che canta. Come un avaro, cerca le occasioni per piccoli sacrifici che ti rinnoveranno nell’essere ostia. Il venerdì: tutta per il Mio cuore. Il venerdì che fu per Me una grande sofferenza, sia per te una grande dolcezza. Il sabato non sei sola; Mia Madre ti accompagna. Risveglia in te il Suo amore. La domenica: ama al cuore della santa Trinità, come un piccolo grano d’incenso in spirito di pura lode. Fai così, piccola anima. 

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Le sette parole di Gesù sulla croce. 4

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Fedeltà

La fedeltà, per Gesù, è lavorare bene quando si lavora, sbrigare bene le faccende se si è impegnati in questo, pregare bene, senza distrazioni, nell’ora in cui si prega: è il momento dell’amore, che nulla può e deve disturbare.

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Le sette parole sulla croce. 3

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Ogni momento

Gesù dice a Gabrielle che il Padre nostro di un santo vale più di tante preghiere fatte senza amore. Quando il cuore è sincero e confidente, Lui è consolato. Dare riposo a Dio: è una possibilità che abbiamo ogni momento. 

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Le sette parole di Gesù sulla croce. 2

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Salute salvezza

Gesù dice a Gabrielle di guardarlo, mentre parla con gli altri. Questo le darà il modo e l’atteggiamento giusto per relazionarsi. È sempre il kenegdo, lo stare occhi negli occhi, il raccontare la vita che è la vera medicina. Con Gesù, la salute è la salvezza. 

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La mensa della Parola. 23

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Le sette parole di Gesù sulla croce

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Una festa


Gesù si paragona a un padrone di casa che dà una festa e poi, alla fine, si chiede se gli invitati gli saranno grati, se parleranno bene o male della sua accoglienza, se saranno venuti, alla proposta di amicizia, come a uno spettacolo. E invita Gabrielle a fermarsi a parlare cuore a cuore, perché l’amore riempia tutta l’anima. Dio ci desidera, ma quanto spesso non ce ne accorgiamo. 

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La mensa della Parola. 22

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Il dialogo


Gesù vuole il dialogo: desidera che non perdiamo mai di vista questo Tu, il gigante buono che è per noi, che ci ama nella nostra debolezza, che ci avvolge nel Suo amore più forte della morte. È questo dialogo la cosa più importante della vita: siamo stati creati per mezzo del Verbo, salvati da Lui e in Lui viviamo. 

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La sorgente della vita

Si era dimenticato. Per questo soffriva, e non sapeva perché. Si lasciava ferire, si adirava, il veleno giungeva dappertutto, ossia il pensiero cattivo, di cui parlano i Padri, che si appropria della mente e del cuore, che ti mostra la vita con il filtro dei tuoi traumi. Si era dimenticato che avrebbe dovuto e potuto perdonare. Se avesse perdonato i genitori, se avesse riportato alla memoria gli eventi in cui s’era sentito abbandonato, tradito, e avesse sussurrato, dal profondo del cuore: perdono, perdono, perdono, si sarebbe aperto lo scenario della realtà com’è, delle persone come sono, del mondo senza la proiezione fuorviante delle sensazioni negative. Solo adesso viveva nella pace. Riattingeva alla sorgente della vita che scorreva anche prima, ma era lui che la ignorava, come quando qualcuno ti sorride, e tu non te ne accorgi. Ora poteva dire: guardami, sono qui: ricominciamo. 

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La mensa della Parola. 21

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Piccoli


A Dio piace che siamo come piccoli tra le Sue braccia. Gesù dice a Gabrielle che più un bambino è piccolo e debole, più lo si tiene stretto al cuore. È così difficile esserlo, per noi? 

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