XXVII Domenica

DOMENICA 2 ottobre 2022

 

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

        

VANGELO DI LUCA cap.17  vv 5-10

 

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».

Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

 

 

❶ INCIDI BENE SULLE TAVOLETTE (Profeta Abacuc)

Questo particolare ci ricorda che allora su scriveva incidendo su tavolette di argilla o di cera, o che Dio incide in modo indelebile i Comandamenti sulle tavole di pietra.

Ma la cosa più bella è quando Dio promette che TUTTO CIÒ VERRÀ INCISO SULLE PARETI DEL NOSTRO CUORE.

La prima domanda che oggi ci pone la parola di Dio è questa: C’È QUALCOSA, NELLA PAROLA DI DIO, CHE RESTA INCISA NEL NOSTRO CUORE?

Oggi viviamo in una società volatile, o  persino “liquida”, come l’ha definita il sociologo Zygmunt Bauman, dove tutto è incerto e mutevole.

Dostoevskij ha scritto: AMIAMO OGNI COSA, PERCHÉ SOLTANTO AMANDO TUTTO E TUTTI SCOPRIREMO IN OGNI COSA IL MISTERO DI DIO.

Questo dovrebbe essere inciso sulle pareti del nostro cuore, perché SOLO AMANDO SI SCOPRE IL SEGRETO DELLA VITA.

 

❷ IL GIUSTO VIVRÀ PER LA SUA FEDE (Profeta Abacuc)

Ma che cos’è la fede?

Nella versione ebraica della Bibbia, LA FEDE È QUALCOSA CHE TOCCA A NOI: dobbiamo credere fermamente, dobbiamo “ABBASSARE LA SARACINESCA DEL DUBBIO”, come diceva don Mario Torregrossa, cioè dobbiamo decidere di credere, perché i dubbi cercano sempre di insinuarsi per toglierci energie e logorarci.

Ma nella versione greca LA FEDE È LA FEDELTÀ DI DIO: DIO È FEDELE ALLE SUE PROMESSE, È L’UNICO CHE NON CI ABBANDONA.

QUESTI DUE ASPETTI VANNO CONIUGATI: dobbiamo  nutrire una fede che è la nostra adesione a Dio, ma anche la nostra fiducia incrollabile nella fedeltà di Dio. 

QUESTA FEDE CI DÀ LA PACE.

Se non c’è pace nel nostro cuore vuol dire o che non aderiamo al Signore, oppure che non crediamo alla sua fedeltà.

 

❸ AUMENTA LA NOSTRA FEDE

LA FEDE È UN DONO CHE DOBBIAMO ACCOGLIERE.

Mentre oggi viviamo in una società che si vuole salvare da sola, S. Agostino lo dice chiaramente: il peccato originale ci impedisce di salvarci.

Noi sappiamo che NON PUÒ ESISTERE LA FELICITÀ SENZA DIO; eppure viviamo in una società che cerca la felicità senza Dio: una ricerca destinata a un tragico fallimento.

 

❹ SIAMO SERVI INUTILI

A noi non piace sentirci servi inutili. 

DOBBIAMO VEDERE LE COSE DAL PUNTO DI VISTA DI DIO, che è diverso dal nostro.

PER NOI L’UTILE È UN GUADAGNO, IL POTERE, IL DENARO; MENTRE PER DIO L’UTILE È IL SERVIZIO, CIÒ CHE È GRATUITO.

PER DIO L’UTILE È QUALCOSA CHE PER NOI È INUTILE, PERCHÉ L’AMORE È INUTILE.

Il Cantico dei Cantici dice: se uno volesse comprare l’amore, non avrebbe che disprezzo.

DOBBIAMO IMPARARE AD AMARE LE COSE CONSIDERATE INUTILI DAL MONDO.

Ecco allora l’altro messaggio di questa domenica: impariamo ad amare le piccole cose apparentemente inutili, come un sorriso, una parola gentile, una mano tesa.

 

❺ ABBIAMO FATTO QUELLO CHE DOVEVAMO FARE

Questo indica LA DISPONIBILITÀ PRONTA.

Don Umberto Terenzi, fondatore di questo Santuario, aveva un motto: TUTTO, SUBITO, SEMPRE E VOLENTIERI.

Ecco allora l’ultima domanda che ci fa oggi la parola di Dio: ma noi abbiamo sempre questa disponibilità pronta e totale?

Se cerchiamo nel nostro cuore la ragione di questa disponibilità, ci accorgiamo che non può che essere ciò che diceva Dostoevskij: AMIAMO OGNI COSA, E IN OGNI COSA SCOPRIREMO IL MISTERO DI DIO.

SE NON FACCIAMO QUESTO, CI PERDIAMO, perché diventiamo preda dei pensieri cattivi, che ci rattristano e ci fanno sfiorire.​

SE AMIAMO OGNI COSA, ALLORA TUTTO CAMBIA. 

Di fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com https://lapoesiaelospirito.wordpress.com https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

3 commenti

  1. Fino a quando
    si insinueranno i dubbi;
    metterò alla prova la Sua fedeltà e la mia fede sarà poca cosa;
    la mia visione sarà una felicità senza Dio;
    continuerò ad agitarmi per primeggiare tra i servi utili e come Marta, riterrò più apprezzabile, indispensabile darmi da fare in cucina, piuttosto che godere della parola di Gesù nella stanza vicina.
    Forse, fino a quando sarò chiamato a svelare le parole incise sulle pareti del mio cuore. D’improvviso cesseranno i cori angelici e il silenzio calerà alla vista dell’unica parola scolpita: “io”.
    In quel momento ogni cosa smetterà di amarmi e ogni mia supplica verso Abramo o Lazzaro al suo fianco, rimarrà per sempre inutile.

  2. Caro don Fabrizio il filo rosso che si e’ spezzato quando Alberto e’ andato a scrivere su nei cielo, l’ho ritrovato riunito al filo rosso del tuo cervello. Amo la letteratura specislmente Dostoevskij la pittura Caravaggio, Van Gogh e altri. Ti ammiro perche’ sei riuscito (con aiuto) a ritrovare la giusta strada ed aiutare me povera peccatrice. Cerco in tutti i modi fi superare gli ostacoli, spero di farcela con l’aiuto di Gesu’.
    Sei sempre il migliore.
    Anna Maria

  3. – “Incidi bene la visione sulle tavolette”, scrive il profeta Abacuc. Dio a un certo punto promette che la sua legge verrà incisa sulle pareti del nostro cuore: viviamo in una società liquida, come diceva Baumann, c’è qualcosa che si incide nel nostro cuore? Si, l’amore. Solo amando tutto e tutti, come diceva Dostoveskij, scopriremo in ogni cosa il mistero di Dio.
    – “Il giusto vivrà per la sua fede”: nella versione ebraica della Bibbia per fede si intende qualcosa che sta a noi, dobbiamo credere fermamente abbassando la saracinesca del dubbio, che tenta sempre di insinuarsi. Poi c’è la versione greca, che con la parola fede sottoliea la fedeltà di Dio, che è l’unico che non abbandona mai. Questi due aspetti vanno messi insieme, solo così sperimenteremo la pace. Se non abbiamo pace vuol dire o che non aderiamo al Signore, oppure che non crediamo alla sua fedeltà.
    – “Aumenta la nostra fede”, dicono gli apostoli a Gesu’. Questo ci fa capire che il Vangelo è un dono che va accolto. Oggi viviamo in una società che nega il peccato originale, che si vuole salvare da sola trovando la felicità senza Dio. Ma la felicità senza non Dio esiste, e tutto questo è destinato ad un tragico fallimento.
    – “Siamo servi inutili “, questa frase non ci suona bene ma dobbiamo guardarla dal punto di vista di Dio: l’utile non è in vista del potere e del denaro, come per noi, ma del servizio Per Dio l’utile è quslcosa che per noi è inutile, l’amore infatti è inutile, come dice il Cantico dei Cantici: se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.
    – “Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”, indica la disponibilità. Don Umberto (il fondatore del Santuario del Divino Amore) aveva un motto: tutto, subito, sempre e volentieri. Noi abbiamo questa disponibilità? Se non amiamo nel modo che suggerisce Dostoveskij noi ci perdiamo nei pensieri cattivi e il volto diventa triste, ma se amiamo ogni cosa , tutto cambia.

    Grazie per queste parole che, accolte e meditate, hanno un potere veramente trasformante!

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