Sapevatelo. 32


Quando cominci a lodare Dio, la vita cambia. Il motivo è semplice: l’ha fatta Lui. Lui solo ne conosce i segreti. Lodandolo, creo la realtà, riconsegnandola a Lui, riconoscendo che ne è l’Autore, che la sostiene e la guida verso la meta, il paradiso. Creiamo la realtà, usciamo dalla finzione della nostra volontà, non rimpiangiamo la pentola della carne della terra d’Egitto, ed entriamo nella Terra promessa.

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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4 risposte a Sapevatelo. 32

  1. BarbaraP. ha detto:

    Se la pentola della carne è la necessità, che di suo è un senso della vita, prescindere dalla vita e dalle sue necessità, non è anche questo finzione?

    • La pentola della carne è il simbolo dell’attaccamento all’Egitto, l’Egitto è il simbolo del peccato. Dio fa uscire dall’Egitto, dunque a noi è chiesto di non rimpiangere la pentola della carne, aderendo alla verità e abbandonando il resto.

  2. BarbaraP. ha detto:

    Verità, Dio, peccato, sono parole. Parole sospese tra una dottrina che non sono mai riuscita ad amare, perché sterile alle mie orecchie, e la vita con le sue viscere. Potrei chiederti cos’è la verità o il peccato, ma tra la tua risposta e il mio modo di intendere le cose c’è una frontiera. Siamo destinati a non capirci?

    • La parola “Dio”, per esempio, evoca in ognuno una reazione diversa. Da junghiano, ragiono per simboli, e ritengo che la via simbolica sia quella che meglio di tutte mette le persone in grado di capirsi. I sogni insegnano a vivere perché ciò che emerge dal profondo è un simbolo vivo e comunicabile: ognuno lo intende secondo i suoi parametri ma, attingendo al profondo, ci si apre a contenuti vitali e condivisibili. Se il segreto della vita è l’amore, è auspicabile che le parole siano segnali che conducano in quella direzione, spogliandosi della forma e approdando all’esperienza.

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