Pater


Preghiamo senza sapere o capire, né sentire. Se ci fermassimo, ad esempio, sulle sette invocazioni contenute nel “Pater”, rimarremmo sorpresi dalle infinite risonanze. Lascio a voi questo esercizio utile, coltivato da Padri della Chiesa e autori spirituali d’ogni genere e grado.
Mi limito a indicare il punto in cui si dice: venga il tuo regno. Innanzitutto si dovrebbe dire: “venga la tua regalità, la tua sovranità”. Poi è chiaro che siamo sullo stesso piano dell’annuncio di Gesù: il regno di Dio è vicino, che andrebbe tradotto – essendo il verbo al perfetto – “la tua regalità si è avvicinata”, dunque è qui; perché hai sconfitto le potenze del male.
E allora, se proprio volessimo cambiare qualcosa di questo testo sacro, e di per sé inviolabile, potrebbe essere il tempo: il regno di Dio è venuto, il cielo è già sceso sulla terra.
Qualcuno se n’è accorto?

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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Una risposta a Pater

  1. robysda ha detto:

    “La vita di fede è l’arte di tener conto dell’Altro” . Questa frase mi ha colpito e non mi lascia. Tener conto, una frase importante: di una persona, del suo pensiero, di quello che si dice e si fa, il rispetto, la coerenza, la sensibilità. Tener conto, condividere, senza avidità di sentimenti, indifferenza, presunzioni e altro ancora, vederci tutti come prossimi. Grazie all’Altro.
    Graze, d. Fabrizio, per questa frase illuminante!

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