La patria


I proverbi sono utili, li ha usati anche Gesù. “Nessuno è profeta in patria” è un detto antico e sempre attuale. Perché fra patria e profeta non c’è accordo?
La prima tende a conservare, a dare sicurezza. Casa dolce casa, è un proverbio anche questo. Se uno è a disagio si sente fuori luogo, come un pesce fuor d’acqua, un cavolo a merenda, espatriato, insomma. L’uomo non vive senza patria, e guai a chi gliela tocca (come la corona di Napoleone). È il grembo materno, l’alveo in cui trovare ciò che è noto, familiare, e per questo rassicura.
Poi arriva il profeta e mette tutto in discussione: scardina principi, sconvolge la mentalità, mette in crisi i poteri. Il minimo che si possa fare è portarlo sul ciglio di un burrone e cercare di buttarlo giù, come accadde al Cristo nella sinagoga di Nazaret. Il tentativo fallì: non si muove foglia che Dio non voglia, si suol dire.
Si dà anche il movimento contrario: la nostra patria è nei cieli, come dice la lettera agli Ebrei. Il cielo è Dio, la fede. In questo senso, abbiamo soltanto una certezza, quello che un tempo chiamavamo – e ancora oggi, almeno noi, chiamiamo – il “depositum fidei “, cui si potrebbero accostare – adattandole – le parole pronunciate da Napoleone il ventisei maggio del milleottocentocinque: Dio ce lo ha dato, e guai a chi ce lo tocca.
Non passerà neppure un iota o un apice della Legge, dice Gesù. Di questi tempi, dovremmo farne un proverbio. La nostra patria è la verità, senza di lei siamo cavoli a merenda, pesci fuor d’acqua. Ma l’unico pesce capace di vivere fuor d’acqua è l’Ἰχθύς, che, come molti sanno, è l’acronimo di “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”. È lui la nostra Patria, e guai a chi ce lo tocca.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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