Grazie


La realtà si può leggere in modi diversi. Una persona mi sorride: cosa c’è dietro quel gesto? Posso pensare che mi prenda in giro, che non veda l’ora di togliermi di mezzo, che in quell’espressione stia già pregustando il momento in cui sarò sparito dalla circolazione. Scrivendo questo, penso a un personaggio preciso, che ritengo ce l’abbia con me, per motivi di antagonismo, concorrenza, ecc.
Posso interpretare, però, anche all’opposto: forse la battuta che ho fatto lo ha divertito veramente; forse, per un momento, ha dimenticato il suo livore e, magari, quell’istante avrà la forza di cancellare tutto il resto, di travolgere risentimenti, paure e gelosie. Lo saprò, probabilmente, al prossimo incontro.
È bene essere aperti ai cambiamenti. Può capitare che pensiamo a qualcuno convinti che sia legato all’esperienza negativa, che ogni sera faccia la macumba per distruggerci la vita, che sia ossessionato da parole e gesti che ci siamo scambiati in un’ora di rabbia o nervosismo; e magari lui, o lei, sta pregando per noi, perché ogni residuo tossico sia cancellato dall’azione dello Spirito Santo.
La soluzione migliore è ringraziare per tutto: per la rabbia, l’amore, l’acredine, il perdono. Se ringrazi non sbagli, per un semplice motivo: sei tu a cambiare. E solo se cominci da te, lo rendi possibile anche all’altro.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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