La mossa della torre


Ti è mai capitato di non capirti con qualcuno? Qualsiasi cosa si dica, s’interpreta a rovescio. Diventa quasi un gioco, in cui ciascuno, o uno dei due, si rende conto che è inutile ostinarsi, tanto si resta al palo. In gergo biblico, si chiama Babele: come allora le lingue vennero confuse, perché l’uomo voleva farsi un nome, così anche oggi, e forse per lo stesso motivo. Il lupo perde il pelo, si dice, ma non il vizio.
Eppure, sappiamo che la vita di fede è proprio un cammino dal vizio alla virtù: dunque il lupo può correggersi, se intende progredire.
La Bibbia ci fornisce l’antidoto alla maledizione di Babele: è quanto accade nella Pentecoste, in cui gli apostoli parlano nella loro lingua, ma ognuno li comprende nella propria. Cosa è successo tra i due eventi?
La soluzione è semplice: nella costruzione della torre, l’io dell’uomo è al centro, campeggia con orgoglio al primo posto della scala di valori; se ognuno persegue i suoi interessi, l’effetto inevitabile è rendersi stranieri gli uni agli altri, scoprire l’impossibilità assoluta di comprendersi. A Pentecoste, invece, in primo piano c’è lo Spirito di Dio, l’armonia del progetto originario, in cui ognuno pensa all’altro, si concentra sull’altro; ed ecco che accade il miracolo: ci si capisce, ci si incontra, si impara ad amare il prossimo come se stessi.
Siamo sempre in bilico tra Babele e Pentecoste: dobbiamo scegliere tra la solitudine affollata della torre, in cui l’altro è sempre uno straniero, e un vento che soffia dove vuole, portando vita, comprensione, intimità.
La mossa della torre, insomma, è un problema antico come il mondo.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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Una risposta a La mossa della torre

  1. Grazie don Fabrizio. Come sempre il punto forte è nella relazione, anzi, nella correlazione. La mia paura. prima di questa tua perla di riflessione, e soprattutto dopo quei commenti sui “social” ed loro rischi per la nostra salute spirituale ed anche mentale, risiedeva nella imposizione costante, da parte del mondo attuale, di una rivisitazione della monade di Leibniz.

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