Le righe storte (Mt 5, 38-48)

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Le righe storte

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017
(VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – anno A)

Dal vangelo di Matteo cap. 5, vv. 17-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 38Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.
39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico.
44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

❶ Il punto più difficile di questo brano è L’AMORE AL NEMICO.
Bisogna subito sfatare un equivoco: Gesù non ci chiede di amare il nemico così come amiamo l’amico.
Infatti alle tre dimensioni che, secondo i Padri della Chiesa, costituiscono la persona – corpo, psiche e spirito – corrispondono tre diversi livelli di amore.
Certamente Gesù non ci chiede di amare il nemico ai primi due livelli di esistenza.
Infatti il primo livello è quello dell’”eros”, dell’istinto, della passione; mentre il secondo è quello della “filìa”, dell’affinità, del feeling.
Ma il terzo livello, quello dell’ ”agàpe”, è l’amore che va oltre l’io, oltre il nostro interesse personale: È L’AMORE GRATUITO.
È lo stesso amore del Padre, che dobbiamo imitare, come ci dice Gesù: “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.” (Mt 5, 44-45).
È QUESTO IL LIVELLO CON CUI DOBBIAMO AMARE IL NEMICO, non secondo i criteri dell’attrazione, dell’affinità, del merito o della riconoscenza, ma solo perché l’amore non può non amare.

❷ Ma c’è un altro equivoco: che da questo discorso di Gesù dovessero scaturire delle azioni materiali, come se noi dovessimo copiare Gesù.
È un equivoco che è stato risolto da Dostoevskij, con il romanzo “L’Idiota”, che presenta un personaggio che vuole copiare Gesù, ma senza successo.
Anziché copiare Gesù, possiamo invece cercare DI METTERCI SULLA SUA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA: se Dio è amore e la sua intenzione è solo quella dell’amore, allora noi potremmo CERCARE, IN OGNI NOSTRA GIORNATA, DI FARE TUTTO CON AMORE E PER AMORE.
Questo è possibile se accogliamo l’amore del Padre, riconoscendolo nella nostra vita: infatti noi possiamo amare gli altri perché siamo stati amati da Dio.
SE CI PROVIAMO, non cedendo all’abitudinarismo e alla superficialità, LA NOSTRA VITA CAMBIERÀ.

❸ Gesù dice: “dà a chi ti chiede”.
DARE A CHI CI CHIEDE CI AVVICINA A DIO.
Ma che cosa dobbiamo dare?
In Luca Gesù dice: “Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”. (Lc 11, 13).
QUESTO È QUELLO CHE DOVREMMO DARCI GLI UNI GLI ALTRI: TRASMETTERCI A VICENDA LO SPIRITO SANTO, anziché pettegolezzi e malignità.
S. Paolo dice ai Corinzi: “Vi trasmetto quello che a mia volta ho ricevuto” (1Cor 15, 3).
Ma che cosa ha ricevuto S. Paolo? Lo Spirito Santo, la forza dell’amore che proviene da Dio e che ci separa dal male.
Lo Spirito Santo è il dono che ci dà il Padre, ed è lo stesso dono che dobbiamo a nostra volta dare agli altri.

❹ Gesù dice: “Siate perfetti”.
Ma che cos’è la perfezione?
Spesso oggi viviamo un dramma che si chiama “perfezionismo”, cioè la pretesa di far rientrare tutti nello schema che abbiamo in mente. E quando gli altri non sono secondo i nostri schemi, le nostre aspettative, allora ci infastidiamo, non li accettiamo, li rifiutiamo.
Non è certo questa la perfezione di Dio.
S. Paolo, nell’inno alla carità, indica come caratteristiche dell’amore tutto il contrario del perfezionismo: “La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.” (1Cor 13, 4-7).
L’indicazione di Gesù è quella di IMITARE IL PADRE NELLA PERFEZIONE DELL’AMORE GRATUITO.
IL PERFEZIONISMO CHIUDE, MENTRE L’AMORE APRE.
Spesso noi chiudiamo a chi è diverso da noi.
APRIRSI: QUESTA È LA PERFEZIONE DI DIO.

❺ Gesù dice: “se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra”.
Ma che cosa vuole dire Gesù?
Porgere l’altra guancia non è un invito ad essere passivi e sottomessi, ma a disinnescare la logica della spirale della violenza con la logica dell’amore e della relazione, che è più forte della violenza.
Lo vediamo nel racconto della passione. Quando Gesù viene interrogato dal Sommo Sacerdote, una guardia gli dà uno schiaffo, ma Gesù lo rimprovera: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18, 23).
Quindi PORGERE L’ALTRA GUANCIA VUOL DIRE PORGERSI ALL’ALTRO, INSTAURARE UN DIALOGO NONOSTANTE TUTTO, TRASFORMARE IL NON SENSO DELL’ALTRO IN SENSO, in significato.
Un grande predicatore, Jacques Bossuet, diceva che “Dio è capace di scrivere dritto anche sulle nostre righe storte”, cioè trasforma anche il male, le nostre debolezze e le nostre infedeltà, in occasione di crescita e di bene.
Questa è la speranza: DARE UN SENSO A QUELLO CHE NON HA SENSO, affinché tutto ciò che è insensato nel mondo, possa essere trasformato in quel senso unico e definitivo che è l’amore.

DIO DÀ SENSO A CIÒ CHE NON HA SENSO, ATTRAVERSO L’AMORE.
Chiediamo al Pare di donarci questo amore nel profondo del nostro cuore.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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