Facciamo lo sconto? (Gv 1, 29-34)

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Facciamo lo sconto?

DOMENICA 15 GENNAIO 2017
(II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – anno A)

Dal vangelo di Giovanni cap. 1, vv. 29-34
In quel tempo, 29Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!”
30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele”.
32Giovanni testimoniò dicendo: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui.
33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”.
34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio”.

❶ La colomba ricorda la creazione.
GESÙ COMPLETA LA CREAZIONE, CI RIPORTA A QUELLO STATO ORIGINARIO CHE ABBIAMO PERSO.
Ma noi siamo stati creati ad immagine di Dio.
Nel libro del Genesi, si dice che Dio si compiace di fronte al creato: “Vide che era cosa buona”. Ma quando Dio crea l’uomo, la Bibbia dice: “Vide che era cosa molto buona”.
NOI DUNQUE SIAMO COSA MOLTO BUONA AGLI OCCHI DI DIO.
Don Mario Torregrossa diceva che noi DOBBIAMO SCOPRIRE IN CRISTO TUTTA LA BELLEZZA DELLA NOSTRA UMANITÀ.
Infatti CRISTO CI RIGENERA E CI FA TORNARE A QUELLO STATO ORIGINARIO CHE RISPONDE AL PROGETTO DI DIO su ciascuno di noi: farci suoi figli in un amore che si fa servizio generoso agli altri.
“Tutta la vita di Cristo è mistero di ricapitolazione. Quanto Gesù ha fatto, detto e sofferto, aveva come scopo di ristabilire nella sua primitiva vocazione l’uomo decaduto” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 518).

❷ “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!”.
Ma il verbo greco “àiron” non significa solo “togliere”, ma anche “portare”, “prendere su di sé”.
Quindi, dal un lato Gesù elimina quella cappa che opprime il mondo, liberandoci da un rapporto con Dio basato sulla osservanza della legge che impedisce di accogliere l’amore gratuito di Dio (“Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge” Galati, 3, 13), dall’altro GESÙ PORTA SU DI SÉ IL PECCATO DEL MONDO.
Infatti Gesù è venuto nel mondo per liberare l’uomo dalla schiavitù del peccato, caricandosi le colpe dell’umanità. In che modo? Amando, fino a dare la vita per gli altri.
A GESÙ È COSTATO REDIMERCI. Ha dovuto accettare di sacrificare la propria vita per restare fedele nell’amore ai suoi discepoli.
Gesù ha condiviso fino in fondo la nostra condizione umana eccetto il peccato, ha conosciuto le nostre debolezze, le nostre difficoltà, ed egli stesso è stato messo alla prova in queste fatiche, nella monotonia del quotidiano, nella tentazione di prendere scorciatoie. (“Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.” Ebrei 4, 15).

Ma nel “portare” il peccato del mondo, GESÙ CI INSEGNA anche A PORTARE PESI GLI UNI DEGLI ALTRI, PERCHÉ QUESTO È AMARE.

❸ Nei vangeli sinottici, Giovanni Battista chiama Gesù: “Il più forte”.
Ma questo è un termine equivoco, che rivela che il Battista è ancora alla tradizione che voleva un Messia vincitore attraverso la forza e la violenza.
Anche Darwin sosteneva che l’evoluzione avviene per selezione naturale nella quale sopravvive il più forte.
Questo significa che nella vita conta dominare, sopraffare l’altro, per sopravvivere.
Ma Giovanni non chiama Gesù “il più forte”, ma “l’agnello di Dio”, che non è l’animale sacrificale vittima del peccato, ma l’agnello pasquale che, nella notte della liberazione dalla schiavitù egiziana, ha dato la forza per intraprendere il cammino di liberazione, dalla paura all’amore.
Questo significa che l’EVOLUZIONE NON AVVIENE PERCHÉ SI DOMINA L’ALTRO MA, AL CONTRARIO, PERCHÉ SI COLLABORA CON L’ALTRO, ci si mette a suo servizio, per valorizzarlo, per comunicargli vita.
Questo la scienza lo sta scoprendo. La scienza sta scoprendo che C’È UN’EVOLUZIONE PER COOPERAZIONE, NON PER SOPRAFFAZIONE: la cooperazione tra individui rappresenta uno dei più potenti fattori di cambiamento e di progresso nella storia della vita sulla Terra.
L’universo si salva se si collabora: “TUTTO È COLLEGATO NELL’AMORE”, diceva il filosofo e teologo russo Vladimir Soloviev.

❹ In ebraico, la parola che significa “agnello” vuol dire anche “servo”.
Ancora una volta si conferma che LA VIA TERRENA DI GESÙ È LA VIA DEL SERVIZIO PER AMORE.
Ce lo ricorda Gesù stesso: “Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore” (Mt 11, 29).
Gesù ci fa capire qual è il vero potere: è il potere dell’amore e della pace; questo dà la vera ricchezza.
LA VERA RICCHEZZA È QUELLA DELLA MITEZZA, DELL’UMILTÀ.
La terza beatitudine dice: “Beati i miti, perché erediteranno la terra”.
I miti, i mansueti (in greco “pràeis”) non sono solo dei “non violenti”, ma sono anche quelli che sono spogliati di tutto, che hanno perso tutto. Così come gli umili, in greco “tapinos”, sono coloro che sono insignificanti. Quindi Gesù ha fatto una scelta: s’è messo a fianco degli ultimi, degli invisibili, delle persone insignificanti. E lo stesso deve fare chi vuole essere suo discepolo, che non deve escludere nessuno dal suo amore.
Allora NOI SBAGLIAMO A CONFIDARE NEL POTERE DI QUESTO MONDO, NEL POTERE COSÌ COME LO INTENDE LA SOCIETÀ del successo e dell’arrivismo.

❺ “Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”.
Non si tratta di “uno sconto” ai peccati (“qui tollis peccata mundi”), al plurale, ma è proprio l’evangelista che parla di “peccato” (amartìan”) al singolare.
Anche i Padri della Chiesa dicono che C’È UN SOLO PECCATO, DA CUI DIPENDONO TUTTI GLI ALTRI: LA FILAUTÌA, l’amore esasperato di sé, l’egoismo, l’egocentrismo. IL RIFIUTO DI AMARE.
NOI SIAMO FATTI PER ORIENTARCI VERSO DIO.
Un vizio non è altro che un’energia che dovrebbe essere orientata a Dio e invece è orientata verso il falso io dell’egoismo, dell’interesse individuale e della chiusura agli altri.
Allora DOBBIAMO ORIENTARE TUTTA LA NOSTRA VITA VERSO DIO, che ci chiede di orientarci come lui verso un amore gratuito e disinteressato, e FINALMENTE CAPIREMO LA VERITÀ E TROVEREMO QUELLO STATO ORIGINARIO, CHE È “COSA MOLTO BUONA”.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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