Grazie (Lc 2, 16-21)

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Grazie

DOMENICA 1 GENNAIO 2017
(MARIA SANTISSIMA, MADRE DI DIO – anno A)

Dal vangelo di Luca cap. 2, vv. 16-21
In quel tempo i pastori 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.
17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.
19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

❶ Il nome di Gesù.
Gesù era un nome ordinario: tanti portavano questo nome.
Questo significa CHE DIO SI RIVELA NEL QUOTIDIANO, NELLA VITA DI OGNI GIORNO, nelle nostre abitudini, nella nostra mentalità.
MA SE DIO ENTRA NELLA NOSTRA VITA, NON LA LASCIA UGUALE A PRIMA, ma la cambia profondamente.
Allora la domanda che dobbiamo porci è: ma noi vogliamo lasciarci trasformare, cambiare da Dio?
VOGLIAMO CHE DIO CAMBI LA NOSTRA VITA? Siamo disposti a scoprire le meraviglie che Dio può operare nella realtà del nostro presente?
Oppure abbiamo paura di cambiare, nell’illusione che le abitudini del passato siano come un rifugio rispetto ai mali di un presente carico di preoccupazioni e all’ansia per un domani che temiamo incerto?

❷ I pastori si stupiscono per l’evento della nascita del Messia.
Oggi non siamo più capaci di stupirci di fronte a niente, assuefatti come siamo da novità tecnologiche sempre più ossessive.
Ma CON MARIA FACCIAMO UN PASSO AVANTI: SI PASSA DALLO STUPORE ALLA PROFONDITÀ.
Maria, infatti, meditava tutti gli eventi che stava vivendo, confrontandoli nel suo cuore.
È questo il primo grande insegnamento di Maria: CI INSEGNA IL SILENZIO E LA PREGHIERA, PERCHÉ DIO NON LO PERCEPIAMO NEL RUMORE E NEL CHIASSO, NELLA SUPERFICIALITÀ, ma nel silenzio e nella profondità del nostro io.
Se chiediamo al Signore: “chi sono io per te?”, allora cominceremo a conoscere Gesù e quindi anche noi stessi.

❸ I pastori sono dei credenti ideali perché sono semplici, piccoli.
Gesù ce lo ha detto: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25).
Per questo I PASTORI SONO MISSIONARI: HANNO SCOPERTO CHE IL BENE È PIÙ BELLO DEL MALE; hanno scoperto la gioia annunciata loro dall’angelo perché proprio loro, considerati indegni, sono stati avvolti dalla luce di Dio, cioè dal suo amore.
Padre Amort, esorcista, ha intitolato il suo ultimo libro: “Dio è più bello del diavolo”.
QUANDO CAPIAMO CHE DIO È PIÙ BELLO DEL MALE, ALLORA IL NOSTRO CUORE SI È GIÀ CONVERTITO.
Ma noi, che cosa desideriamo nel nostro cuore? Non siamo forse attratti irresistibilmente dal bene?

❹ L’UOMO TORNA AL PECCATO COME L’ANIMALE TORNA ALLA MANGIATOIA, perché pensa che sia il peccato il cibo che lo sazia.
Ma IL NATALE CI PRESENTA GESÙ NELLA MANGIATOIA. È LUI IL VERO CIBO.
DOBBIAMO ALLORA CAPIRE QUAL È IL CIBO BUONO, QUELLA CHE CI SAZIA VERAMENTE.
Il SALMO 33 lo dice: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore”.
Ma per gustare il cibo che è Cristo dobbiamo però purificare i nostri sensi, rifiutando quel condizionamento che ci fa ricercare il piacere ad ogni costo e ci fa fuggire dal dolore, dimenticando che la sofferenza può rivelarci zone autentiche del nostro io.
S. Agostino dice: “La fede è desiderio, ma desiderio purificato”.

❺ I pastori e gli angeli hanno qualcosa in comune: la lode, ringraziano Dio.
La parola “ringraziare” in greco si dice “eucaristò”, da cui viene la parola “eucarestia”.
È QUESTO IL CENTRO DELLA NOSTRA FEDE: DIRE GRAZIE.
La preghiera è sempre condizionata dall’amore: di fronte all’amore incondizionato che Dio ci riversa quotidianamente, indipendentemente delle nostre azioni, non può che nascere in noi un “grazie”
Dio ha fatto e continua a fare talmente tante cose per noi che noi dovremmo dire grazie solo per educazione.
Ma è molto meglio DIRE GRAZIE PER AMORE, come ha fatto Maria: “L’anima mia magnifica il Signore”.

Una costante raccomandazione presente nelle apparizioni della Madonna è: PREGARE COL CUORE.
Chiediamo a Maria la grazie di sentire finalmente con il cuore che il bene è più bello del male.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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