La visione dell’uomo

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Per noi cristiani, il Bene ha un Volto preciso, quello di Cristo, come ci viene rivelato attraverso il Vangelo. Il nostro cammino consiste nel fatto di fare sempre più nostri questi criteri oggettivi di riferimento. La virtù si manifesta, dunque, in pensieri e azioni che vanno nella direzione che il Signore ci insegna. E il Signore ci insegna ad amare, per cui le virtù hanno a che fare con l’amore vero. È affascinante, in questo senso, la visione dei Padri orientali, che è la stessa che si trova nelle catechesi di don Mario. Per loro la natura, creata a immagine e somiglianza di Dio, pensata per Lui e per godere di Lui, è quella che va verso le virtù: per noi è naturale fare il bene, essere attratti da Dio. Tutto ciò che va in direzione contraria è contro natura, conseguenza del peccato originale. Il male è innaturale, perché non corrisponde alla nostra identità profonda.
Ecco perché don Mario, nell’Atto di fede, scriveva: “Aiutaci sempre a riconoscere il dono dell’umanità che ci è stato fatto, e a riscoprire in Te tutta la sua bellezza “. È una visione bella dell’essere umano, e al tempo stesso realistica, quando parla di vizi e di pensieri cattivi, del peccato.
Ciò supera la visione degli psicologi, che non possono non riconoscere, per esempio, la presenza dell’aggressività: e l’aggressività esiste, naturalmente, ma i Padri dicevano che era è stata creata da Dio per combattere ciò che non è Dio, ossia il demonio.
Questo vale per ogni passione o inclinazione. La vanagloria, per esempio, è contro natura perché consiste nel cercare gloria per se stessi, mentre la direzione originaria era cercare la gloria in Dio, essendo a sua immagine e somiglianza.
La perversione che rende i vizi innaturali è quella di sostituire Dio, verso cui la natura tende, con l’io, e le persone o le cose prese in se stesse: è l’idolatria.
La visione dell’uomo è fondamentale, perché se io credo che il cervello umano, come per l’animale, sia governato dagli istinti, mi comporterò di conseguenza, nella certezza di non poter superare tale orizzonte. Ma la verità è un’altra, ed è importante sapere chi siamo e dove siamo diretti. Se mi fermo al livello istintuale, non potrò mai credere che Dio mi chiama ad altro.
Qui si inserisce anche la fede nella Risurrezione, nella potenza dello Spirito Santo, che ci permette di combattere contro ciò che va nella direzione opposta alla nostra vera natura. Questo cammino implica impegno e fatica, ma ne vale la pena.
Qui si colloca la virtù cardinale della fortezza, che è anche uno dei sette doni dello Spirito Santo: ciò fa capire che il cammino è frutto di una sinergia tra noi e Dio, un incontro del nostro impegno con l’opera dello Spirito Santo.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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