Presentazione dei sette vizi capitali

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Proseguiamo nel discorso riguardante i vizi capitali, o pensieri cattivi: un percorso difficile, perché implica il mettersi in discussione, ma allo stesso tempo indispensabile, se si aspira a una guarigione interiore completa. Entrare nel mondo dei vizi e delle virtù è anche affascinante, perché significa inoltrarsi nel cuore della spiritualità, a cui già ci colleghiamo parlando delle virtù teologali.
In precedenza abbiamo visto gli otto pensieri cattivi della tradizione orientale, oggi vediamo i sette vizi capitali di quella occidentale.
L’ordine è differente: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, pigrizia o accidia. Si comincia quindi dal vizio che la volta scorsa abbiamo definito più grave. In questo elenco, rispetto all’altro, mancano tristezza e vanagloria: la prima è stata incorporata nell’invidia – che è un rattristarsi per i beni che possiedono gli altri -; la seconda è considerata una sfumatura della superbia.
Nella catechesi di don Mario, cui ci ispiriamo, non compare questo tema, ma lui amava fare un esercizio in cui scriveva un vizio e ne deduceva una catena di conseguenze; per esempio: ira, giudizio, rifiuto, alienazione dagli altri, inquietudine, e così via. La stessa cosa faceva con la virtù contraria; per esempio: pazienza, accettazione, accoglienza, autenticità, pace, e via dicendo. Questo aiuta a capire bene dove porta la strada di un vizio e dove quella di una virtù. Fa comprendere, cioè, a quali circoli viziosi può condurre il coltivare la tendenza a un vizio, la propensione a determinati pensieri e comportamenti.
Don Mario diceva che sarebbe meglio sottolineare i pregi e le doti, perché così gli aspetti negativi si ridurrebbero spontaneamente. Nello stesso tempo, però sapeva essere molto severo, e non si faceva problema a dire la verità, pur gestendo bene il quando e il come.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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