Introversione ed estroversione

img_1834
Lo Spirito Santo si comunica all’interno dello spirito dell’uomo, e la conoscenza delle categorie dello spirito – bello, buono e vero – rende più facile comprendere ciò che il Signore ci vuole comunicare. Lo scopo del cammino cristiano è infatti imparare a discernere la voce di Dio, ciò che ci vuole trasmettere e anche ciò che vuole che facciamo. Il che significa che – al contrario di quanto dice certa pseudo teologia contemporanea – Dio agisce nella storia, come del resto conferma il testo dell’Apocalisse: “Io sto alla porta e busso”. Sta a noi, nella nostra libertà, decidere di aprire o meno la porta.
Di qui l’importanza di fermarsi davanti al Volto di Gesù, in un momento di preghiera, e di chiederci cos’è bello e buono per noi e – dato che il vero è una categoria oggettiva – chiedere al Signore: chi sono io per Te? Questa è la domanda fondamentale: Lui infatti, dal momento che ci ha creati, ci vede meglio di noi stessi e di quanto ci vedano gli altri. La psicologia lo conferma con la scoperta che l’io cosciente è una parte minima della nostra personalità, solo la punta di un iceberg, sommerso in quasi tutto il suo volume. Ciò vale ancor più per la nostra dimensione spirituale, che è la più profonda.
Questo nostro aspetto nascosto ci è sconosciuto, ma ci appartiene.
Questa prospettiva ci colloca in un giusto rapporto col Signore: siamo sue creature, dipendiamo da Lui. Veniamo così protetti da quella che i Padri definivano la radice di tutti i peccati, la filautia, la propria volontà, l’autosufficienza.
Siamo creature che non possono niente senza il Creatore; eppure, come afferma san Tommaso d’Aquino, la grazia non toglie la natura, ma la perfeziona. Quella natura profonda, quindi, non è aliena dalla nostra natura psicologica. Qui ci viene in aiuto C. G. Jung, coi suoi concetti di introversione ed estroversione. È importante capire a quale categoria apparteniamo, perché questo ci dà indicazione essenziali sull’orientamento della nostra vita spirituale e sul nostro equilibrio psicologico, su cosa è bene per noi coltivare e cosa conviene lasciar andare. Nella verità della nostra natura possiamo più facilmente ascoltare quella Voce che ci guida nella realizzazione del Progetto che Dio ha su di noi.

Annunci

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
Questa voce è stata pubblicata in Catechesi del lunedì. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...