Emozioni: egoismo o amore?

Unhappy + ? = Happy
Nelle tre categorie dello spirito – il bello, il buono e il vero – si comunica non solo lo Spirito di Dio, ma anche quello che s. Ignazio di Loyola chiama il “nemico della natura umana”. Se il Signore ci svela sempre più e sempre meglio chi siamo veramente, il demonio cerca di ingannarci, falsificando i dati della nostra immagine e somiglianza con Dio, e dunque allontanandoci da ciò che porta l’uomo e la donna alla felicità.
Il nostro compito è distinguere la voce dello Spirito Santo da quella del maligno.
Per discernere è necessario ascoltarsi e ascoltare. Il verbo “ascoltare” vuol dire “porgere l’orecchio”; la stessa radice è presente nel verbo “obbedire”, che viene da “ob-audire”. È importante, dunque, chiedersi a quale voce sto prestando ascolto, quali suggerimenti ho deciso di seguire.
Quando mi chiedo cosa è bello per me, mi rendo conto che la bellezza viene da Dio, dilata il mio cuore, provoca un’ascensione, una commozione profonda, un’apertura all’alto o all’altro: la bellezza di Dio è questa energia vitale che si comunica alla nostra natura.
La domanda su cos’è bello per me va dunque completata con quella sulle emozioni che questa dinamica mi suscita. La parola “emozione” viene da “emovere”, che significa “muovere da, allontanare”. L’emozione porta dunque un movimento e, spesso, un comportamento.
Mi chiedo, allora, dove portino queste emozioni: a un desiderio di Dio, di infinito, come nella splendida e omonima poesia di Leopardi? A provare un moto di empatia con l’artista, il poeta, il musicista? Oppure mi porta a ripiegarmi su me stesso? È qui che si gioca la partita. Dio mi spinge verso l’altro, mi aiuta a superare il mio egoismo; il diavolo mi porta all’autogratificazione, a soddisfare il mio io, anche a scapito degli altri, relazionandomi in base ai miei interessi e non al loro vero bene.
Tutti siamo esposti a questa tentazione, perché una parte della nostra natura va verso l’auto affermazione dell’Io.
Il nostro cammino, tuttavia, è un percorso di superamento dell’egoismo, un vivere all’altezza della nostra immagine e somiglianza con Dio, la scoperta di un modo di amare più bello, che rende più felici noi e gli altri.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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2 risposte a Emozioni: egoismo o amore?

  1. marilena7 ha detto:

    Sentire l’emozione che viene da Dio e’ una gioia molto intensa che non si dimentica, il nostro cuore rinnovato dall’incontro con Gesù sia sempre aperto al discernimento. Grazie don Fabrizio perche’ attraverso la Parola di Dio ci aiuti in questo cammino, non facile, di individuazione delle emozioni.

  2. marilena7 ha detto:

    “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.”
    Proverbi 4,23

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