La verità

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Dio chiama Abramo e gli dice, secondo la traduzione più diffusa: “Esci dalla tua terra e va’ dove ti mostrerò”. Nell’originale ebraico, l’espressione è: “lech lecha”, che significa “va’ verso te stesso”. La differenza è essenziale: la nostra identità è qualcosa che si scopre gradualmente e, sulle prime, può sembrare di mettersi in cammino verso una terra sconosciuta.
È qui che si inserisce la terza categoria dell’essere: la verità. Per le altre due categorie, il bello e il buono, avevamo detto di chiederci: cos’è bello, cos’è buono per me? Per la verità il discorso è più complesso. Bisogna cercare di individuarla come categoria oggettiva; e allora la domanda da porsi, per quanto riguarda l’aspetto personale è: chi sono io per te, Signore?
Il metodo della ricerca non è più un’indagine introspettiva, ma un confronto con il Tu che ci ha creati e ci conosce meglio di noi stessi.
Qui si entra nella dimensione del mistero. Santa Teresa d’Avila, nel “Castello interiore”, descrive l’anima come qualcosa di tanto bello, tanto grande, che l’uomo non è in grado di coglierlo. Eppure questo è il potenziale che ciascuno di noi possiede ed è chiamato a far fruttificare.
In questo senso si capisce meglio l’idea di Progetto di Dio, ben descritto nella preghiera composta da don Mario: “Signore Gesù, tu che ci hai rivelato il progetto d’amore del Padre, fa’ che possa conoscere, accogliere e realizzare il disegno che hai su di me, di modo che la mia vita possa coincidere con il disegno del Padre, e noi possiamo diventare sempre più tuoi discepoli”.
La categoria della verità ci indirizza, dunque, alla scoperta della nostra identità, ciò che il Signore ci chiama a essere e anche a fare: non a caso, la prima catechesi di don Mario sulla Carità non furono parole, ma il lancio di un pranzo per i poveri. Nella Scrittura, il termine “dabar” significa “parola”, ma anche “evento”.
Se abbiamo già scoperto la nostra vocazione, dobbiamo ricordare che esistono sempre le “vocazioni nelle vocazioni”, qualcosa che il Signore ci chiama ulteriormente a essere e a fare, per un’espressione più piena di noi stessi.
Torna l’invito a mettersi in silenzio davanti a Gesù, per capire in quale direzione ci vuole condurre, rivelandoci sempre più profondamente chi siamo e chi possiamo essere.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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