Ciò che è bello per noi

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Nell’Atto di fede di don Mario si parla del disegno di Dio su ciascuno di noi, e si chiede di aiutarci a conoscerlo, accoglierlo e realizzarlo. Perché possiamo arrivare a conoscere il Progetto di Dio è necessario passare attraverso le categorie dello spirito citate in precedenza: il bello, il buono e il vero. Diventa importante, quindi, cercare di comprendere cosa sia, per noi, veramente bello, buono e vero.
Non è facile giungere a questa conoscenza, perché lo spirito non è immediato, come possono esserlo il corpo e la psiche. Certi brani del Vangelo lo dimostrano chiaramente: pensiamo alle scene di vocazione, dove Gesù lascia intendere ad ognuno quale sia la sua vera identità, e quali siano le scelte migliori da fare nel suo caso (Mt 8,18-22).
Come al solito, la chiave è la profondità: don Mario diceva che ognuno è ciò che è, e non può inventarsi qualcosa che non è.
In questo senso, partendo dalla bellezza, si può sondare in se stessi, in un momento di silenzio, cosa nella vita abbiamo sentito come veramente bello per noi, nel campo della natura, dell’arte, della musica; quali di queste cose hanno il potere di infonderci vita, di far sgorgare in noi come una sorgente. Scopriremo, così, ciò che per noi è vitale e ci fa investire al meglio i talenti e le capacità che il Signore ci ha dato.
Solo entrando in questa dimensione profonda si apriranno le porte dello spirito, sentiremo quella sorgente di cui parla Gesù nel Vangelo di Giovanni, che comincerà a zampillare anche per noi.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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2 risposte a Ciò che è bello per noi

  1. sabryt ha detto:

    Contemplare un tramonto o un’opera d’arte, ascoltare una musica che si accorda con il nostro spirito suscita emozioni profonde…che sarebbe la vita senza questa bellezza che apre orizzonti, trascende il quotidiano, dona sapori e colori sempre nuovi?

  2. ema ha detto:

    La natura, l’arte si.
    Ma siamo nati per amare.

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