La relazione

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Le ferite interiori sono tutte ferite d’amore, ossia figlie della relazione. Sono prodotte da quella che abbiamo recepito come una mancanza di accoglienza, di accettazione, di stima, di perdono. Oppure da offese, tradimenti, che riteniamo di non aver meritato.
Ciò dimostra – e lo conferma la scienza – che la relazione è l’essenza della nostra formazione. Dio è Trinità, e la vita è piena di tracce che rinviano a questa origine. Se così stanno le cose, è evidente che la guarigione profonda può avvenire solo nell’ambito della relazione.
Ecco perché è decisivo ricuperare questa dimensione, ed ecco perché si dà tanta importanza all’incontro con il Tu di Dio: ciò che ci è mancato è l’esperienza di un amore più grande, che impedisce alla paura e ad ogni altra forma di negatività di prendere il sopravvento.
Ciò spiega l’urgenza di fermarsi davanti al Volto di Cristo, per evocarne la presenza anche nella concretezza umana, coltivando con Lui una relazione personale importante, come si fa con ogni altro rapporto cui teniamo davvero.
In questi momenti si può procedere con domande-guida, che facciano emergere episodi da porre davanti allo sguardo di Gesù; ma si può partire anche da brani del Vangelo, in cui spesso ci sono domande rivolte agli interlocutori, per stimolare un’attenzione più profonda alla propria vita interiore.
Fare la volontà di Dio implica una ricerca continua di ciò che pensa il Signore, attraverso la preghiera, perché le sue vie sono diverse dalle nostre. Un grande esempio, in questo senso, è stato don Mario Torregrossa, che sempre ha chiesto al Signore quale fosse, per ogni scelta da compiere, la sua volontà. Proprio come Gesù saliva sul monte, nel silenzio, per comprendere ciò che doveva fare in un rapporto diretto col Padre.
Questa fede di don Mario trasmetteva forza e coraggio, era fondata sulla roccia, e nulla avrebbe potuto mai intaccarla.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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Una risposta a La relazione

  1. sabryt ha detto:

    Incontrare testimoni di una fede granitica è un grande dono, ci convince che la nostra vita non è fatta per la mediocrità. E così come tutte le cose importanti richiedono impegno e tempo, anche la fede ha bisogno di essere innaffiata e curata, perché da seme possa trasformarsi in qualcosa di vivo e vitale. La costanza dà sempre il suo frutto!

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