Tipi di gioia

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Il discernimento riguarda, in primo luogo, le emozioni. Il punto focale sta nel riconoscere in quale direzione ci conducono: se ci fanno ripiegare su noi stessi, in vista di una gratificazione personale, vanno a nutrire quella che i Padri chiamavano filautia, la madre di tutti i peccati.
Questo non significa che chi si apre all’altro e agisce generosamente non provi gioia o soddisfazione. Anzi, la gioia dell’altruismo è molto più appagante.
In questo senso, bisogna riconoscere due tipi di gioia, come ricorda il padre gesuita Marko Ivan Rupnik nel suo libro sul tema: una gioia frizzante, eccitante, legata a qualcosa di esterno, persone o situazioni; e una gioia profonda, che nasce dal di dentro, perché si è assecondato un moto autentico e profondo dello spirito.
Questo discernimento sgombra il campo da molti equivoci sulla vita di fede: è falso che il credente sia triste, insoddisfatto, arido, a causa delle sue rinunce; anzi, è una persona più felice, perché realizza le sue istanze più autentiche, che legge scritte in sé.
La gioia diventa, in questo modo, un punto decisivo di verifica della crescita spirituale. Ciò spiega perché i Padri orientali abbiano inserito la tristezza tra gli otto pensieri cattivi, corrispondenti ai nostri sette vizi capitali.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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3 risposte a Tipi di gioia

  1. ema ha detto:

    E’raro che una felicità si posi proprio sul desiderio che l’aveva invocata.
    (Marcel Proust)

  2. marilena7 ha detto:

    La gioia profonda che nasce dal di dentro e’ quella dell’intimita’ con Dio, per questo va posta in Lui, nel pensiero di Lui, nel cercare di amarlo in ogni istante, difficile ma non impossibile se come ci indica don Fabrizio nelle sue catechesi ci impegnamo a far crescere lo spirito.

  3. Nadia5 ha detto:

    Grazie don Fabrizio! Condivido che la gioia vera non e’ la frivola emozione di un momento, non e’ legata a fatti esterni, ma avviene nella profondita’ del cuore, e’ dono ! Non la possiamo trovare nella mondanita’, direi che possiamo trovarla nel povero, nell’emarginato… Grazie sempre per le tue catechesi, invitano a riflettere su noi stessi e invitano all’ascolto della Parola di Dio, soltanto cosi’ il cuore si puo’ dischiudere all’Amore! Nadia

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