Il discernimento

img_1731
Il discernimento è un tema di cui non si parla mai abbastanza, per questo vorrei trattarne brevemente qui, prendendo come termine di riferimento le emozioni.
Sappiamo quanto esse siano importanti nella nostra vita. Siamo anche convinti, probabilmente, della necessità di chiedere al Signore un eventuale passo in avanti nella fede, un salto di qualità indispensabile, se è vero che credere è rischiare, affidarsi al Maestro che ci guida.
Come facciamo, dunque, a riconoscere le giuste dalle erronee ispirazioni?
È fondamentale, in questo senso, chiedersi dove ci porti l’emozione. Se essa va in direzione di un autocompiacimento, un gratificarsi o un ripiegarsi su se stessi, è chiaro che non viene da Dio. Tutto il capitolo di una sessualità autoappagante, narcisistica o edonistica, non può che essere ispirato dal nemico della natura umana, come Ignazio di Loyola chiama il diavolo. È un campo dove troviamo fin troppe giustificazioni, pur di fare la nostra volontà, assecondando quella che i padri hanno definito “filautia”.
Se invece le emozioni mi aprono all’altro, mi fanno uscire da me stesso, mi spingono a trascendermi in un amore disinteressato, si può dire che provengano da Dio.
Dobbiamo farci esperti in questo tipo di analisi interiore, finché diventi una seconda natura, o meglio, la natura così come il Signore da sempre l’ha pensata.

Annunci

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
Questa voce è stata pubblicata in Catechesi del lunedì e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Il discernimento

  1. Alberto Bossi ha detto:

    Sembra che tu abbia scritto per me, oggi… Grande caro Fabrizio!! A.

  2. ema ha detto:

    Concordo. La natura di un uomo, il suo Sommo bene non è certo l’istinto. Il discernimento ci aiuta ad aderire alla natura, al bene.

  3. marilena7 ha detto:

    “Dobbiamo giudicare dai loro frutti le passioni e gli affetti della nostra anima. E’ buono il cuore che ha buoni affetti, sono buoni gli affetti e le passioni che producono in noi buoni effetti e opere sante”.
    San Francesco di Sales

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...