Vivere è fidarsi

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Il tema della guarigione è inscindibilmente legato alla fede, come il Vangelo dimostra negli episodi di miracolo, in cui Gesù fa appello alla fede del malato, e addirittura, in certi casi, dice che è questa che ha guarito.
Gesù evoca un atteggiamento fondamentale, quello della fiducia. Le ricerche psicologiche hanno messo in evidenza come ci sia uno stretto collegamento tra la fiducia sviluppata da bambini, rispetto alle figure di riferimento, e il senso di autostima e sicurezza di sé. E viceversa, ovviamente.
Tale atteggiamento di fondo è essenziale nel rapporto con noi stessi, con gli altri e anche con Dio, come si è visto.
E’ su questa disposizione naturale che si basa il dono della fede, che non piove dall’alto, ma richiede un’attitudine di ricerca e di richiesta, fidandoci di ottenere una risposta.
La guarigione della memoria ha anche il fine di ricuperare una sana autostima. La maggior parte dei problemi di natura psicologica dipendono da un’autostima insufficiente, sono il frutto di ferite che hanno impedito di acquistare accettazione e valutazione positiva di alcuni aspetti di sé.
“Amerai il prossimo tuo come te stesso”, dice Gesù, e ciò fa capire l’importanza di una veritiera concezione di noi stessi. La scarsa autostima può arrivare a compromettere la capacità di amare, o almeno di manifestare in modo costruttivo il proprio amore.
In questo senso, l’umiltà non è un’insicurezza cronica, ma la consapevolezza che di fronte a Dio non siamo e non possiamo nulla, e che ogni dono proviene da Lui.
La conoscenza dei propri limiti è parte dell’umiltà: l’amore vero è conoscere e conoscersi nella verità, accettare e accettarsi come si é.
Per avviare questo processo di guarigione, di vera conoscenza di sé, è importante fare l’esercizio suggerito nella precedente catechesi: mettersi in silenzio davanti a Gesù e, invocando lo Spirito, lasciar emergere il primo ricordo problematico, senza giudicarlo con la ragione, consegnandolo al Signore e chiedendo di restituirlo da una prospettiva diversa, visto con i suoi occhi, sperimentando sentimenti diversi, quelli suggeriti dal suo Cuore.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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4 risposte a Vivere è fidarsi

  1. marilena7 ha detto:

    Affinché’ il malato sia dotato di grande fede, tale da innescare il meccanismo del miracolo, é necessario per lui essere “contagiato” da “un untore” di Dio.

  2. ema ha detto:

    L’umanità resta: mentre mi fido piango, mentre mi fido soffro, mentre mi fido ho paura.

  3. ema ha detto:

    Anche Gesù nella Passione si fidava è molto, ma in quanto uomo non poteva fare a meno di soffrire.

  4. Nadia ha detto:

    I momenti di sofferenza ci sono e fanno parte della vita, quello che risulta difficile e’ accettarla, questo perche’ non vedo bene la realta’ delle cose! Infatti vedo tutto negativo, mi lamento e rimango imprigionato da fardelli di ferite, finora ho reagito proprio cosi’, ma tu stai donando un altro messaggio, una ” Lieta Notizia “! La Forza Liberante del Vangelo! Gesu’ e’ venuto a rovesciare i valori, ha dunque sconfitto ogni tenebra….Grazie don Fabrizio per queste tue riflessioni, portano una ” MERAVIGLIOSA -STUPENDA – LUCE ” ogni nostra ferita e’ stata sanata, Aprire il Cuore ” a Gesu’. FIDARCI e AFFIDARCI della forza Liberante del Vangelo, perche’ Lui ha gia’ vinto per noi…..questa e’ la MERAVIGLIOSA. NOTIZIA, Un Grazie grande grande da noi tutti. Nadia.

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