Perdonare se stessi

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Fare i conti col passato non è facile. I nodi irrisolti riguardano, spesso, episodi di durezza e mancanza di perdono. Per questo perdono e tenerezza sono le carte vincenti per uscire dai vicoli ciechi della psiche.
Ma c’è un aspetto che a volte trascuriamo: i primi da perdonare e da comprendere con tenerezza siamo noi stessi. Perché capita, come tutti sanno, di scontrarci con la non accettazione di nostre realtà interiori ed esteriori, che diventano mine vaganti nell’esperienza spirituale quotidiana.
Non a caso il precetto biblico invita ad amare il prossimo come se stessi: non ha senso utilizzare due pesi e due misure. Nel libro della Genesi c’è scritto che il Giardino, l’Eden, quello che chiamiamo Paradiso terrestre, è bagnato da quattro fiumi: vuol dire che l’acqua della vita, l’amore, la capacità di comprensione, devono irrigare l’intero territorio. Gli altri e noi stessi.
Solo così sperimentiamo la fede che apre gli orizzonti,  la pace che viene dalla carità, e facciamo sbocciare la speranza. Questa è la Legge e i Profeti, dice Gesù: la ricetta giusta per guarire da ogni nostra malattia spirituale.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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2 risposte a Perdonare se stessi

  1. marilena7 ha detto:

    Non si può amare Dio senza amare le Sue creature. Chiara Lubich
    ….e noi siamo Sue creature, difficile pero’ amarsi e perdonarsi, non impossibile, aiuta comprendere che è indispensabile per amare il prossimo con più slancio. Trovo bellissimo accorgermi che il Suo Amore per noi è molto più grande di tutti i nostri sforzi. Grazie,per questi spunti di riflessione e di risoluzione

  2. Chalo ha detto:

    Ich weiss es.

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