La Terra promessa

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Ci guardiamo intorno, cercando di capire cosa fa per noi, quali sono le situazioni, le persone, che potrebbero riempirci la vita. Sfogliamo libri e riviste, ci lasciamo catturare da spettacoli televisivi, o da qualche filmato su YouTube. Siamo sempre alla ricerca di sintonie col mondo e con noi stessi, pronti a captare la lunghezza d’onda che può corrispondere ai nostri desideri. Cadiamo anche in trappole, nelle cosiddette tentazioni: ci lasciamo invischiare in quelli che la teologia cattolica chiama peccati. Diventiamo vittime di vizi, finché ci accorgiamo che non è quella la strada, che la distruzione dell’identità è sempre dietro l’angolo. Aspettiamo che qualcuno ci indichi una via, ci mostri una svolta, ci indirizzi finalmente nella direzione giusta.
Veniamo provocati dal grande tema della libertà: arriviamo a capire che solo se apriamo il cuore troveremo qualcosa che risponde alle attese più importanti. Ci lasciamo mettere in discussione da una domanda che prima o poi attraversa le nostre notti e i nostri giorni: lo voglio veramente? Sentiamo che una qualsiasi verità può collocarsi solo a quell’altezza.
Quello che cerchiamo, in fondo, è un’immagine: sentiamo che dobbiamo trovarci come di fronte a uno specchio, dove attingere conferme ai nostri desideri più profondi, quello che la tradizione antropologica, la cultura letteraria, il deposito archetipico hanno chiamato Graal, Settima Stanza, Atlantide, Nirvana. Siamo sempre sul punto di dire: è questo, o è quello.
Finché un giorno, quasi senza volerlo, come fosse una cosa ordinaria, una tessera come tante nel mosaico della vita, ci fermiamo davanti a un volto di Cristo, lo guardiamo, ci lasciamo guardare: e in quello specchio ritroviamo noi stessi, la nostra vera immagine, quello che da sempre cercavamo.
Solo allora potremo dire di avere cominciato a vivere. Solo allora troveremo riposo. Solo allora metteremo piede nella Terra promessa.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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2 risposte a La Terra promessa

  1. marilena7 ha detto:

    Tardi ti ho amato, o bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco che tu eri dentro e io fuori, e lì cercavo. Deforme come ero, mi gettavo su queste cose belle che hai creato. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che non esisterebbero se non fossero in te. Mi hai chiamato, hai gridato, e hai vinto la mia sordità. Hai mandato bagliori, hai brillato, e hai dissipato la mia cecità. Hai diffuso la tua fragranza, io l’ho respirata, e ora anelo a te. Ti ho assaporato, e ho fame e sete. Mi hai toccato, e aspiro ardentemente alla tua pace”. (Sant’Agostino)

     

  2. la funambola ha detto:

    Finché un giorno, quasi senza volerlo, come fosse una cosa ordinaria, una tessera come tante nel mosaico della vita, ci fermiamo davanti a un volto di Cristo, lo guardiamo, ci lasciamo guardare: e in quello specchio ritroviamo noi stessi, la nostra vera immagine, quello che da sempre cercavamo.

    è vero! io ora lo so perchè ti ho riconosciuto

    grazie

    la funambola

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