L’agenda di Dio

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Spesso ci interroghiamo su quale sia stata o possa essere la svolta nella nostra vita. Perché è innegabile che una svolta ci voglia: è qualcosa che sentiamo dentro, come fosse scritto da sempre che funzioni così. Da giovani pensiamo si tratti di obiettivi sufficienti a dare impulsi all’esistenza: una laurea, un matrimonio, un posto di lavoro.

Poi ci accorgiamo che queste cose incidono, ma non coincidono con l’intuizione che custodiamo in qualche angolo del cuore, come il presentimento di un destino. Deve trattarsi, dunque, di qualcosa di diverso. Da sacerdote, mi sono occupato a lungo di questo tema intrigante, finché ho scoperto che i Padri della Chiesa avevano già trovato la risposta: la svolta di cui parliamo è l’appuntamento che Dio ha stabilito da sempre per l’incontro con noi, segnandolo nella sua agenda.

Sì, in quell’agenda c’è anche il nostro nome. Dai secoli dei secoli, Lui ha stabilito che incontrassimo quella persona, vivessimo quella situazione, restassimo segnati da quella specifica esperienza, diversa da tutte le altre. Da allora, la vita è cambiata. Forse non ce ne siamo accorti, ma in quel giorno è stato messo un seme destinato a sbocciare per l’eternità.

I Padri hanno chiamato questa svolta la memoria dell’amore. Da allora in poi, troviamo qui la nostra identità, nel ricordo che apre il cuore, che fa scorrere di nuovo il flusso dello spirito. In questo senso, i libri sono utili, gli insegnamenti preziosi, ma nulla potrà mai sostituire quell’evento, quel tocco di Dio, che aveva stabilito di raggiungerci in quel giorno e in quell’ora, scritti da sempre nella sua agenda personale, a caratteri d’oro.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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3 risposte a L’agenda di Dio

  1. ema ha detto:

    Il “tocco” di Dio e’ spesso comprensibile e riconoscibile alla fine. All’inizio ci sostiene solo la fede.

  2. marilena7 ha detto:

    Che bella questa similitudine con il Vangelo di Luca che dice di rallegrarsi perché i nostri nomi sono scritti nei cieli, quindi osando un po’, si potrebbe pensare che l’agenda di Dio è il Cielo, uno spazio infinito dove scrivere e appuntare tutto di noi, proprio come il Suo cuore, infinito per accogliere tutti e non c’è gioia più grande di sapere che Dio, lassù ci ha davvero assegnato un posto.

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