La salvezza dell’Occidente

Il mondo occidentale ha perso la fede, è ormai noto da tempo. Altri criteri sono subentrati: la tecnologia, la scienza, un’idea di libertà ben lontana da quella proposta da Fëdor Dostoevskij sulle orme di Cristo: l’adesione alla verità. Aderire a qualcosa è una rara eccezione; la verità, poi, è passata di moda, e l’interesse non accenna a riaccendersi.
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Tutto questo spiega il tramonto del Cristianesimo nella nostra società. Chi vuol farsi ascoltare, deve andare incontro al mondo, piegarsi ai suoi gusti, rinunciare agli aspetti che potrebbero non essere compresi. Lentamente, la fede cristiana si trasforma in oggetto non identificato, politicamente corretto, inodore e insapore.
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Come rimediare a questa inevitabile entropia? Ripartendo dal concetto di fede. Fede vuol dire credere in Qualcuno, meglio: a Qualcuno. Dare fiducia, senza riserve, senza il dubbio che fa tornare al punto di partenza. Credere che quello che Dio dice è vero. Che Dio stesso è degno di fiducia. Che anzi, in senso stretto, è l’unico degno di fiducia.
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L’atto di fede richiede una virtù: la perseveranza. Bisogna dare tempo a Dio, che conosce il momento opportuno per la realizzazione delle sue promesse. Non si può far finta di credere e poi arrendersi alla prima, necessaria attesa. La fede esige il saper aspettare, spesso irritante e doloroso.
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Solo così è possibile comprendere che il Signore ha metodi e criteri diversi dai nostri, procedimenti sorprendenti, recepibili da un cuore docile, in ascolto attento della parola che sorge dal profondo. L’Occidente può salvarsi se ricupera la fede e la fiducia in qualcosa di più grande del piacere, del denaro, di un’idea insufficiente di amore e verità.
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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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3 risposte a La salvezza dell’Occidente

  1. marilena7 ha detto:

    Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato sulla fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro (G. Chesterton).

  2. marilena7 ha detto:

    “E’ necessaria una consapevolezza: l’esistenza del dono della Fede che il Signore da a tutti e che è sufficiente per poter accogliere l’intera rivelazione del mistero di Dio.
    …C’è un momento in cui è indispensabile un atto di volontà. Sapendo che in virtù del Battesimo, si è in possesso di un potenziale sufficiente per cogliere intensamente il mistero di Dio, spetta all’uomo orientare o meno la propria umanità, dire “si” o “no” al Signore.” ( CREDO AMO SPERO di Don Mario Torregrossa)
    Grazie Don Fabrizio, per l’ invito a perseverare,
    perché una volta acquisito il Sommo Bene bisogna necessariamente mantenerlo!

  3. Alfonso ha detto:

    Un po’ cristiani…e un po’ no…
    anzi, si; …forse…!

    ..anche quando sei in crisi profonda e hai davanti a te muri d’ombra e altri fallimenti, il cuore butta sangue e temi di non farcela. ..
    ti sembra a volte di non avere più nulla dalla vita.
    Ti guardi dentro e ti guardi intorno e vedi solo polvere …
    Allora ,cerca quel Volto,
    lo sguardo che t’assolve nei giorni in cui non credi; nei giorni in cui devi affrontare le crudeli scelte: la Croce o le pietre trasformate in pane; il nulla o “tutto ciò che vedi sarà tuo se mi adorerai “;
    il potere o il soggiacere!..
    Capita allora di lasciarsi abbagliare da tutto cio’ che e’ terreno;…sa piu’ di piacere che di rinuncia; sa piu’di goduria che di sofferenza;sa piu’ di ricchezza che di miseria…!
    E queste scelte,sulle prime esaltanti ,vanno a svuotarti l’anima,si rivelano ,alla fine,vacue e non riescono a riempire il vuoto che quella crisi, quei muri d’ombra e altri fallimenti, ti avevano creato. E non ti resta che avventurarti in quella ‘selva oscura ove la retta via era smarrita’ ! e t’avventuri a cercar scampo anche nelle tenebre,credendo di trovare un nuovo senso della vita, senza renderti conto che stai allargando il cerchio del baratro in cui stai precipitando!
    E sempre più stretto si fa quel varco nel cuore,dal quale possa passare qualche goccia di quell’Amore,concime per un’anima straziata.
    La corrente è forte,trascina tutti in un vortice mortale; e prima di annegare,aggrappati all’unico appiglio che emerge dalle rapide,
    quel LEGNO che ti consente di rimanere in superficie…
    …Torna allora al tempo in cui prendevi e serravi forte tra le mani le briglie della tua vita;
    Non sarà mai una sconfitta se in cuor tuo sei certo che questa battaglia l’hai sempre combattuta.
    L’esito di certa guerra non ti fa vittima nel sangue,e allora si rientra in campo con dentro nel cuore l’esperienza già vissuta;
    Piu’ forti e più determinati, capaci di evitare errori gia’ passati.
    E scegli l’alleato che mai verrà sconfitto; nemmeno appeso al Legno è stato cancellato, e mai nessuno in terra potrà prevalere sulla Sua forza! Perché la Sua forza sta nella CROCE, nel profondo dello sguardo di quel VOLTO, dove trovi le risposte che possono alleviare le tue sofferenze.
    …E continuare a offrirgli tutta l’esistenza, fatta di gioia ma anche di paure,che possono dissolversi soltanto guardando negli occhi lo sguardo dell’ Amore.
    Ed è da questo rapporto, da questo “dialogo” di sguardi che rinasce l’uomo nuovo,rendendoGLI grazie per il dono che ha fatto di Sé :
    Soltanto un vero e sincero Amico avrebbe potuto dare la vita per noi.
    (da un excursus di scritti di don F.C)

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