Gli otto pensieri cattivi

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Gli otto pensieri cattivi, in Oriente, corrispondono ai nostri sette vizi capitali. Ci ricordano che il peccato si insinua nel cuore attraverso un pensiero. A questo proposito, la tradizione spirituale distingue cinque gradi di tentazione: la suggestione, il colloquio, il combattimento, il consenso e la passione.
Immaginiamo di vedere per terra un portafoglio. Nel primo grado – suggestione – mi accorgo che è pieno di denaro: chissà quante cose potrei farci, quanti desideri soddisfare.
Il secondo grado è il colloquio. Non fuggo dalla tentazione, comincio a dialogarci: forse è meglio che lo prenda io che non qualcuno afflitto da una dipendenza: risparmierei a un derelitto un’overdose o una perdita al gioco.
Giunto al terzo grado – combattimento -, penso che dovrei portarlo subito in questura, affidarlo ai tutori dell’ordine. Ma loro che cosa ne faranno? Forse arriveranno a litigare, nel tentativo di appropriarsene e utilizzarlo per scopi personali. Dunque: lo prendo o non lo prendo? Qui la tensione è al massimo: sentimenti in conflitto si scontrano con rimorsi e desideri che agitano il cuore.
Il quarto grado è il consenso. Ho deciso, lo prendo. Dal punto di vista della fede, il peccato arriva solo adesso. Anche se qualcuno più furbo mi soffia il portafoglio senza tanti complimenti, ho peccato comunque di pensiero.
La passione è l’ultima tappa di questo fallimento. Se mi abituo a cedere alla tentazione, non ci saranno freni alle future trasgressioni: sarò schiavo della mia debolezza.
Gli otto pensieri cattivi, per i Padri dell’Oriente, sono la gola, la lussuria, l’avarizia, l’ira, la tristezza, l’accidia, la vanagloria e la superbia. Sappiamo, ormai, che non è così facile rimanerne vittime: bisogna attraversare varie fasi per cadere nella trappola. Di qui la saggezza del proverbio: prima di seguire un impulso, conta fino a dieci. Meglio fino a cento.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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2 risposte a Gli otto pensieri cattivi

  1. Pingback: Gli 8 pensieri cattivi - Spiritualità, Stile di vita - Aleteia.org - Italiano

  2. ema ha detto:

    Un buon traguardo sarebbe esercitare l’accidia al contrario: indifferenza verso se stessi ed attenzione per l’altro.

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