E se le profezie fossero vere?

Da tempo e sempre più, recentemente, si parla di visioni profetiche che dovrebbero concernere la fase storica attuale. Leone XIII, la beata Emmerich, Fatima, la Vergine della Rivelazione e altre fonti autorevoli, trasmettono messaggi che vanno adeguatamente interpretati alla luce dello Spirito e dei segni dei tempi. Sono autentiche queste profezie?
Abbozziamo una risposta in 4 punti.

1) Il primo elemento, che emerge sullo sfondo, è la violenza dei conflitti che coinvolge una gran parte del mondo, e che potrebbe arrivare a provocare una guerra globale dagli esiti letali. Le ragioni apparenti sono sempre quelle: avidità di denaro e di potere, sfruttamento e oppressione dei deboli, arroganza di lobby massoniche che aspirano al dominio sulla Terra. Più profondamente, a detta delle profezie, sarebbe il periodo in cui a satana è stata concessa una maggiore libertà: il suo mestiere, com’è noto, è quello di mettere gli uomini gli uni contro gli altri.
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2) Accanto a questo aspetto ne emerge un altro analogo, quello degli “uomini dalla grande barba”, che scatenerebbero un’altra forma di violenza. È facile collegare questa immagine con le azioni terroristiche così frequenti ai nostri giorni. Una guerra santa, dettata da ragioni poco sante e guidate dai poteri forti della politica internazionale.
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3) Il terzo elemento è una grave divisione nella Chiesa. Inutile nascondersi che questa situazione si dispiega con sempre più chiarezza di fronte ai nostri occhi. Forse mai come oggi c’è stata tanta confusione, un così grande divario nell’interpretazione dei dati della fede. Non si tratta soltanto del contrasto tra conservatori e progressisti, ma di qualcosa di molto più profondo, che tocca il cuore della fede. Quando si capirà d’aver tirato troppo la corda, forse, sarà tardi.
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4) Il quarto elemento è quello finale: non nel senso millenaristico di fine del mondo, ma di soluzione e scioglimento, per quanto drammatico, di tutti i nodi. Lo scatenarsi di violenze e divisioni dovrebbe coincidere con l’ultimo assalto del demonio, prima di un periodo di pace duratura.
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Se fosse tutto vero? Non resta che leggere nel profondo del cuore e della storia, per trovare i segni del Progetto eterno di Dio.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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6 risposte a E se le profezie fossero vere?

  1. ema ha detto:

    Se non abbiamo pace, è perché abbiamo dimenticato che apparteniamo gli uni agli altri.
    Madre Teresa

  2. Alfonso matrella ha detto:

    Forse….forse la nostra preghiera e le nostre suppliche servono” solamente”
    ad accelerare i tempi del “the day after”dopo questa contemporanea “Apocalypse Now “!!!
    Sia Fatta La Volonta’ di Dio.

  3. robysda ha detto:

    Dove vediamo odio e buio, cerchiamo di portare un pò di amore e di speranza, per dare un volto più umano alla società.
    Papa Francesco

  4. Eliana ha detto:

    L’avidità di denaro e potere ormai é una macchina che travalica la dimensione
    umana individuale e questo meccanismo rappresenta un enorme gabbia, capace
    di annientare la forte base spirituale che aveva contribuito a una società pacifica e
    democratica.

  5. rossella71 ha detto:

    Vi lascio la pace, vi do la mia pace…. basterebbe accogliere questo dono e farne il cardine della nostra condotta di vita.

  6. marilena7 ha detto:

    Aspirate ai doni dello Spirito, soprattutto alla profezia», proclama l’apostolo Paolo (1Cor 14,1), La profezia un dono dello Spirito, va ricercata e certamente verificata, ma è uno dei compiti della Chiesa portarla alla luce.

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