Tzim Tzum (Lc 9,51-62)

da qui

Tzim Tzum
Omelia di don Fabrizio Centofanti

Domenica 26 giugno 2016 (XIII Domenica del Tempo Ordinario – anno C)

Dal vangelo di Luca capitolo 9, versetti 51-62
In quel tempo 51mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto , egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme 52e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso.
53Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
54Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”.
55Si voltò e li rimproverò.
56E si misero in cammino verso un altro villaggio.
• 57Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. 58E Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
• 59A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. 60Gli replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”.
• 61Un altro disse: “Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia”. 62Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio”.​

❶ La traduzione dell’inizio di questo brano parla di Gesù che si dirige “decisamente” verso Gerusalemme.
Ma la traduzione letterale è diversa: “Gesù fece la faccia dura”, con il volto irremovibile, verso Gerusalemme. È un’espressione che indica LA DETERMINAZIONE DI GESÙ.
Nonostante i tempi difficili in cui viviamo oggi, notiamo molto lassismo, molto permissivismo, molta rilassatezza di costumi, molta fiacchezza morale.
È uno strano contrasto.
Ad esempio, parliamo di indissolubilità dell’amore matrimoniale, eppure i matrimoni finiscono sempre più frequentemente. Oggi assistiamo a matrimoni che durano persino pochi mesi.
Questo è possibile proprio perché non c’è abbastanza determinazione, fermezza, risolutezza nelle decisioni prese, perché le nostre scelte non sono radicali, perché non sappiamo più fare “la faccia dura” per superare i momenti difficili.
Infatti L’INDISSOLUBILITÀ È POSSIBILE SOLO SE ACCOGLIAMO L’AMORE INDISSOLUBILE DI DIO PER NOI. Perché DIO SA FARE ANCHE “LA FACCIA DURA” PER SUPERARE GLI OSTACOLI.
L’AMORE NON È UNA COSA FACILE, ma è difficile da vivere e per questo RICHIEDE LA STESSA DETERMINAZIONE CHE HA AVUTO GESÙ, il quale è risoluto ad andare a Gerusalemme, la città che lo avrebbe assassinato, per testimoniare fino in fondo il suo amore.

❷ In questo brano c’è una parola molto dura di Gesù.
All’uomo che gli chiede il permesso di andare a seppellire il padre, gesto giusto e nobile, Gesù risponde in modo duro, apparentemente disumano: “lascia che i morti seppelliscano i morti”. ​
Vuol dire che LA CHIAMATA DI GESÙ È LA COSA PIÙ IMPORTANTE DI TUTTE, ciò a cui bisogna dare assoluta precedenza nella scala dei nostri valori.
Infatti di fronte ad eventualità drammatiche che i tempi difficili di oggi ci possono presentare, come divisioni o persino guerre, NOI DOBBIAMO ESSERE PRONTI A RISPONDERE ALLA CHIAMATA DEL SIGNORE, vigili a cogliere le sue ispirazioni.
Dobbiamo aggrapparci alle sue ali, senza perdere tempo prezioso.
Quando Gesù chiama Giacomo e Giovanni che stavano pescando con il padre Zebedeo, “essi SUBITO lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono” (Mt 4, 22).
È un monito anche per noi: DOBBIAMO ACCOGLIERE LA CHIAMATA DEL SIGNORE SUBITO, SENZA INDUGIARE, senza perdere tempo e senza nostalgie per il passato.

❸ Gesù è respinto dai Samaritani.
SEMBRA CHE IL DESTINO DI GESÙ SIA QUELLO DI ESSERE SEMPRE RESPINTO, RIFIUTATO DALL’INIZIO DELLA SUA NASCITA FINO ALLA FINE, FINO ALLA SUA MORTE.
Infatti al momento della sua nascita Giuseppe e Maria non trovano posto non “nell’albergo” come si traduceva, ma “nella stanza” (in greco . “katalyma”: quella stanza secondaria che si trovava in ogni casa e che era adibita a deposito o a luogo per partorire, perché per la legge ebraica la donna doveva rimanere isolata per motivi di impurità. NdR).
Anche nel momento della sua fine Gesù a Gerusalemme non solo è respinto ma è arrestato, processato, condannato, crocifisso.
GESÙ SEMBRA ESSERE COLUI PER IL QUALE NON C’È MAI POSTO.
Questo è un appello importante PER NOI: PER AMARE BISOGNA FARE POSTO, FARE SPAZIO.
I rabbini dicevano che Dio, essendo infinito e riempiendo tutto l’essere, per creare il mondo si deve ritirare, deve “fare spazio” a ciò che chiama all’esistenza: lo chiamavano lo “Tzim Tzum”, una sorta di contrazione, di riduzione a favore del creato chiamato dal nulla ad occupare un “posto”.
Anche noi, SE VOGLIAMO AMARE, DOBBIAMO RITIRARCI PER FARE SPAZIO AGLI ALTRI, respingendo le tentazioni egoistiche che generano competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie.
ALTRIMENTI RISCHIAMO CHE GESÙ NON TROVI POSTO NEMMENO NEL NOSTRO CUORE.

❹ In questo brano evangelico il discernimento diventa difficile: non è più il discernimento tra il bene e il male, che ci porta a separare le cose buone da quelle cattive.
Questo, in genere, riusciamo a farlo.
Qui IL DISCERNIMENTO È DIFFICILE PERCHÉ È TRA BENE E BENE, tra un affetto umano ma che ci tiene legati al passato e la chiamata di Gesù che ci invita energicamente ad annunciare e testimoniare la novità del regno di Dio.
Allora anche noi possiamo chiederci: è più giusto che vada a seppellire mio padre o che segua subito Gesù?
Allora per compiere questo tipo di discernimento difficile, per riuscire a giudicare tra cose che ci si presentano entrambe come bene, ABBIAMO BISOGNO DI UN AIUTO “DALL’ALTO”, di una rinascita nello Spirito.
Gesù lo ricorda a Nicodemo: “”In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio” (Gv 3, 3).
SOLO SE CI VIENE UNA GRAZIA DALL’ALTO POSSIAMO CAPIRE CHE DOBBIAMO SEGUIRE SUBITO GESÙ. Solo se accogliamo in noi il dono dell’amore che Dio riversa su di noi, solo così possiamo accettare e vivere l’insegnamento di Gesù ed essere suoi discepoli.

❺ Anche questa volta i discepoli non hanno capito il suo messaggio.
Giacomo e Giovanni, che Marco nel suo vangelo chiama “i figli del tuono” per il loro carattere autoritario, gli chiedono: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Quindi credono che Gesù, ripetendo le gesta del profeta Elia, faccia rispettare con la violenza la legge di Dio, imponga la sua volontà anche ai malvagi.
Anche noi ci comportiamo spesso così, dimostrando di non aver capito il messaggio di Gesù, di accompagnarlo ma di non essere capaci di “seguirlo”: facilmente POSSIAMO CADERE NELLA TENTAZIONE DIABOLICA DI IMPORRE L’AMORE, di obbligare gli altri a comportarsi come facciamo noi, come riteniamo sia giusto.
Ma quando l’amore è imposto non è più amore, ma è un atto di violenza.
L’AMORE LASCIA LIBERI, PERCHÉ L’AMORE È INSCINDIBILE DALLA LIBERTÀ.
Noi allora DOVREMMO ESSERE QUELLI DELLE PROPOSTE VIVIFICANTI: imitando il Padre, DOVREMMO DARE SEMPRE VITA, LIBERTÀ, AMORE, anche se per questo dovremmo fare “la faccia dura”, anche quando è difficile.

Impariamo a fare un piccolo esercizio quotidiano: quando qualcuno ci infastidisce, facciamo “la faccia dura” all’impulso di reagire in modo egoistico o violento, cioè siamo risoluti a NON FERMARCI DAVANTI AGLI OSTACOLI, MA A SUPERARLI PER IMPARARE AD AMARE.

Il vangelo di oggi parla delle ESIGENZE DELL’AMORE.
Chiediamo al Signore di aprire il nostro cuore per superare tutte le difficoltà che incontriamo ad amare: chiediamogli che il suo sguardo di amore ci liberi dai nostri impedimenti e ci guidi verso un amore fatto di gesti concreti, come la capacità di incoraggiare, il rifiuto di giudicare, la tendenza a condividere, il desiderio di perdonare, in modo da lasciare che sia Gesù a consolidare l’attitudine del nostro cuore ad amare “come lui ci ha amati”. (Gv 13, 34).

Annunci

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
Questa voce è stata pubblicata in Omelie. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Tzim Tzum (Lc 9,51-62)

  1. Grazie della bella omelia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...