Piccolo spazio pubblicità (Lc 4,1-13)

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Omelia di don Fabrizio Centofanti

Domenica 14 febbraio 2016 (I Domenica di Quaresima – anno C)

Dal vangelo di Luca capitolo 4– versetti 1-13
1 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”. 4Gesù gli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo “.
5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6e gli disse: “Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo”. 8Gesù gli rispose: “Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai : a lui solo renderai culto “.
9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
affinché essi ti custodiscano ;
11e anche:
Essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra “.
12Gesù gli rispose: “È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo “.
13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

❶ La Quaresima, il viaggio verso la Pasqua, inizia in un modo impegnativo: con le tentazioni nel deserto.
IL DIAVOLO AGISCE SEMPRE CON UN’APPARENZA DI BENE; fin dal primo momento, quando nella scena simbolica descritta dalla Genesi, propone ad Adamo e a Eva di prendere il frutto proibito: non dice che, ubbidendogli, essi sarebbero diventati come lui, ma come Dio stesso, sommo bene.
Si presenta come angelo di luce, in una dinamica della seduzione che sembra quasi uno spot pubblicitario: “Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza” (Gen 3, 6). Infatti la pubblicità ha qualcosa di diabolico, in quanto usa la stessa tecnica di seduzione del diavolo: far apparire attraente ciò che in realtà non lo è.
DOBBIAMO ALLORA STARE MOLTO ATTENTI A CIÒ CHE CI SI PRESENTA COME APPARENZA DI BENE.

❷ Il diavolo porta Gesù sul “pinnacolo”, il punto più alto del tempio; e gli dice di gettarsi giù, perché gli angeli lo avrebbero sostenuto, come è scritto nella Bibbia.
Il diavolo è molto furbo, perché sa che LA FEDE È UN SALTO NEL BUIO. Se dovessimo descrivere la dinamica della fede, potremmo dire che Gesù ci porge le sue ali – ali d’aquila – e noi dobbiamo aggrapparci ad esse. Come dice il SALMO 91: “sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.” (V. 4).
Dio ci chiede dunque di abbracciare nella fede la sua proposta, mentre il diavolo agisce in quella ZONA OPACA, DI CONFINE, DOVE NON SI CAPISCE CIÒ CHE È GIUSTO E CIÒ CHE È SBAGLIATO.
È dunque NECESSARIO UN DISCERNIMENTO SOTTILE per capire la differenza tra abbandonarsi al male e abbandonarsi tra le braccia di Dio.

❸ Il diavolo dice a Gesù di trasformare le pietre in pane; e Gesù rifiuta. Perché?
Perché Gesù sa bene che IL PANE BUONO È QUELLO DATO E RICEVUTO, non è quello strappato, preteso, ottenuto con la violenza e gli inganni.
Nella scena di Emmaus, Gesù spezza il pane e compie il gesto della distribuzione, della condivisione; e IN QUEL PANE DATO I DISCEPOLI LO RICONOSCONO; IN QUEL PANE RICEVUTO VIENE RIVELATA LA RELAZIONE.
È tutto il contrario di quanto accade nella scena di Adamo ed Eva, che strappano il frutto, lo pretendono e allora la relazione si spezza.

❹ Gesù rifiuta il potere dei regni della terra che il diavolo gli offre, essendone il padrone (“Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio”).
Gesù rifiuta questo potere, non solo perché il potere è opposto a Dio che è amore che serve (non è Dio, ma il diavolo colui che conferisce potere e ricchezza), ma anche perché IL POTERE DIABOLICO È IL POTERE DEL “TUTTO E SUBITO”; e il “tutto e subito” È LA ROVINA DELL’UOMO, perché L’UOMO DEVE FARE UN CAMMINO, UN PERCORSO (dall’io al tu, dall’egoismo all’amore).
Per questo alla fine del vangelo Gesù dice: “Mi è stato dato ogni potere, in cielo e sulla terra” (Mt 28, 18). Non è il potere diabolico del “tutto e subito”, ma è la pienezza della condizione divina di Gesù che ha compiuto un cammino trasformando il potere in fraternità; è IL POTERE DI CHI FA UN PERCORSO, È IL POTERE DEI FIGLI DI DIO, È IL POTERE DELL’AMORE.

❺ Il diavolo dice a Gesù di gettarsi giù. Questo invito ricorda la pretesa e l’insulto dei sommi sacerdoti, degli scribi e degli anziani al momento della crocifissione di Gesù: “se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!” (Mt 27, 40).
È la generazione malvagia che chiede un segno, perché rifiuta di essere lei segno dell’amore di Dio (“Una generazione malvagia e adultera pretende un segno!” – Mt 12, 39); che pretende segni e prodigi per poter vedere e poi credere: “Allora gli dissero: “Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?” (Gv 6,30).
Ma L’AMORE È LIBERTÀ, NON È PRETESA. Se il segreto della vita è il dono, allora il dono non si può estorcere.
Per questo Gesù dice: “Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta.” (Ib.), cioè il segno di chi dà la vita e libera da ogni pretesa; il segno della gratuità dell’amore.
Lo scrittore George Bernanos, nel “Diario di un curato di campagna”, diceva: “Tutto è grazia!”. Niente si può pretendere.
Allora PER RIFIUTARE IL MALE BISOGNA SCEGLIERE LA GRATUITÀ DELL’AMORE.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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