Mercanti e veli (Lc5,1-11)

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Mercanti e veli

Omelia di don Fabrizio Centofanti

Domenica 7 febbraio 2016 (V Domenica Tempo Ordinario – anno C)

Dal vangelo di Luca capitolo 5– versetti 1-11
1Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”. 5Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. 6Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. 8Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore”. 9Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. 11E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

❶ In Marco e Matteo i primi discepoli seguono uno sconosciuto, quando Gesù li chiama.
In quello straordinario quadro del Caravaggio che è la “Vocazione di San Matteo” (Roma, San Luigi dei Francesi), si vede Gesù che, da un lato del quadro, allunga il braccio e chiama Matteo che sta seduto a contare i soldi, proprio nell’attimo prima che Matteo alzi il volto per incrociare lo sguardo del Maestro. Dopo quell’attimo, la sua vita cambierà per sempre. Tuttavia Matteo segue qualcuno che ancora non conosce.
Ma nel brano di oggi non è così, perché qui Gesù dà prova del suo potere, con questa pesca miracolosa.
Questo vuol dire che DIO HA UNA CHIAMATA DIVERSA PER OGNUNO DI NOI; UN ABITO FATTO SU MISURA.
In una canzone del cantautore e poeta canadese Leonard Cohen, “Suzanne”, si dice: “Jesus was a sailor”, Gesù era marinaio, quando camminava sulle acque. Ma noi potremmo anche dire: “Jesus was a taylor”, fu un sarto, perché Gesù faceva per ognuno di un abito su misura, perché ognuno è diverso dall’altro e Dio è rispettoso delle nostre diversità, delle nostre peculiarità.

❷ In questo brano si capisce chiaramente che cosa sia la fede: LA FEDE È PROVARE CONTRO OGNI LOGICA.
Pietro con la sua piccola azienda di pesca, sa bene che si pesca di notte; eppure Gesù gli dice di andare a pescare quando è giorno. Pietro avrà pensato che l’ordine di Gesù era insensato e anche offensivo, dal momento che il Maestro non s’intendeva di pesca, dunque a ciascuno il proprio mestiere.
Eppure PIETRO dice: “sulla tua parola getterò le reti”; SI FIDA DELLA PAROLA DI GESÙ.
LA FEDE È ACCETTARE QUESTA RICHIESTA DI FIDUCIA. È come se Dio ci porgesse le sue ali e ci chiedesse di appoggiarci a queste ali, di abbracciare la sua proposta, anche se ci sembra assurda.
La necessità di questo nostro affidarci a Lui, nasce dal fatto che, per irrompere nella nostra vita, Dio deve rompere il “cerchio magico” di un falso io; cioè l’ostinazione a voler determinare da soli il significato della nostra esistenza, a stabilire arbitrariamente il nostro destino e la nostra vocazione, rifiutando quella verità e quella chiamata che Dio ha posto nel nostro cuore, nel profondo della nostra coscienza e che, sola, può rivelarci la verità di noi stessi.
E’ solo Dio che ci rivela la nostra verità profonda, il nostro vero io.

❸ Il vero miracolo non è tanto la pesca miracolosa, quanto il fatto che per questi discepoli inizia una nuova vita, perché L’INCONTRO CON GESÙ DETERMINA UN NUOVO INIZIO, UNA VITA NUOVA CHE CI VEDE DIVERSI, CAMBIATI NEL PROFONDO.
È questa la chiave per comprendere alcune parole di Gesù che altrimenti sarebbero inaccettabili: “A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gli replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”. (Lc 9, 59-60). Ma come, – diremmo noi – seppellire il proprio padre non è un atto di misericordia? Ma con questa risposta dura Gesù vuol dire che ci sono forme di religiosità che sembrano vive ma che in realtà sono morte, perché non ci permettono di incontrare Gesù, che è la verità profonda della nostra vita; una verità capace di risvegliarci all’improvviso.
Chi accoglier Gesù deve aprirsi completamente alla novità della sua parola, senza guardarsi indietro, senza nostalgie del passato, senza mitizzare la tradizione.
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❹ La pesca miracolosa può nascondere la tentazione di approfittare delle situazioni che ci avvantaggiano, per assicurarci il nostro tornaconto personale.
La vita ci pone sempre di fronte ad un bivio, a DUE MODI DIVERSI DI VIVERE LA FEDE: DA UN LATO “I MERCANTI DEL TEMPIO” E DALL’ALTRO “IL VELO DEL TEMPIO”.
Sta a noi scegliere: da una parte possiamo adottare una visione affaristica della religione (“i mercanti”): un Dio che deve rispondere ai nostri interessi, che deve fare ciò chi serve a noi; dall’altra c’è l’atto estremo di amore di Gesù, che con la sua morte in croce elimina ogni barriera tra noi e Dio (“il velo”); un amore che ci chiede di incontrarlo, di accoglierlo, di imitarlo.

❺ Gesù dice ai discepoli: “Vi farò pescatori di uomini”.
Carlo Gustav Jung diceva che la vita è un lungo viaggio per capire chi siamo veramente. Ma quando troviamo la nostra vera identità profonda, rimangono le nostre capacità, le nostre abilità, i nostri talenti, ma in un modo molto più autentico e vero.
S. Paolo diceva: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me.” (Gal 2, 20). E Gesù non è pescatore di pesci, ma è pescatore di uomini, perché ha la chiave profonda dell’umanità, con la quale possiamo anche noi sperimentare il nuovo inizio, la vita nuova.

Preghiamolo di trovare nel nostro cuore ciò che gli serve per cambiare noi stessi, la nostra storia, il mondo intero.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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