Parliamone (Gv 6,41-51)

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Parliamone (Gv 6, 41-51)

Omelia di don Fabrizio Centofanti – Domenica 9 agosto 2015

SCHEDA DI SINTESI

❶ In questo brano Gesù continua il discorso del “cibo che perisce”, iniziato nel vangelo di domenica scorsa. Gesù sta parlando del bene e del male: nel libro del Deuteronomio Dio dice: “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva” (Deut. 30, 15-16).
➔Il segreto della vita sta tutto nell’obbedire a questo comando, come aveva ben capito quel genio di Dostoevskij, che diceva che LA LIBERTÀ È ADERIRE AL BENE, È ADERIRE ALLA VERITÀ. Questo siamo chiamati a fare oggi, adesso: scegliere tra il bene e il male, tra la vita e la morte.

❷ Gesù dice che il pane che ci dà è la sua “carne per la vita del mondo”. Così, con un’espressione sola, GESÙ HA ELIMINATO tutti gli spiritualismi, tutte LE SPIRITUALITÀ CHE TENDONO AD ELIMINARE IL CORPO DALLA NOSTRA FEDE: SAREBBE UNA FEDE FALSA. Gesù se la prende in particolare con quelli che chiama “sepolcri imbiancati” che dicono una cosa e ne sentono un’altra.
➔Dobbiamo dunque evitare i rischi di una fede disincarnata, che Gesù stesso considera il male peggiore.

❸ Una delle obiezioni più ricorrenti che si muovono alla religione è quella di essere “alienante”; “oppio dei popoli” la chiamava Marx: la promessa di una ricompensa che viene solo “al di là”, “dopo”.
Oggi Gesù ci dice che “CHI CREDE HA LA VITA ETERNA”, CIOÈ ADESSO, SUBITO.
LA PRESENZA DI DIO NELLA STORIA è ingombrante, SCOMODA perché destabilizza i poteri di questo mondo, MA È ANCHE UNA GIOIA INATTESA perché rompe gli schemi e le nostre logiche.
LA VERA RIVOLUZIONE È SOLO LA RIVOLUZIONE DELLO SPIRITO perché fa emergere quello che conta veramente della vita; e SOLO QUELLO CHE CONTA VERAMENTE DÀ GIOIA. Ecco perché di gioia se ne vede così poca in giro.

❹ Gesù è una carne offerta, un corpo dato; egli muore per noi, non poteva fare più di questo. Perciò questa carne offerta diventa memoria dell’amore, diventa memoriale, diventa eucarestia, diventa liturgia, cioè “azione del popolo” che viene coinvolto in questo dono immenso che ci fa Gesù, il dono della sua vita.
➔Per questo NON POSSIAMO USCIRE DALL’EUCARESTIA COSÌ COME SIAMO ENTRATI, altrimenti vuol dire che qualcosa non ha funzionato; dobbiamo essere travolti da questa generosità di Gesù che si dà tutto. QUESTO AMORE IMMENSO CI DEVE CAMBIARE.

❺ Gesù dice: “non mormorate tra voi”; sembra che parli proprio delle parrocchie, spesso malate di autismo, chiuse in gruppetti, in clan. Gesù non vuole questo; egli ha capito che la verità viene solo dal dialogo con lui: LA FEDE È RAPPORTO, È CERCARE LA RELAZIONE CON LUI.
L’inizio del libro del profeta Isaia, dove Dio dice una cosa bellissima: “Su, venite e discutiamo – dice il Signore- Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.” (Is 1, 18). È bella questa immagine di Dio che vuole discutere con noi, che vuole dialogare con noi; questo DIO CHE CI VUOLE SPIEGARE BENE CHE COSA CI FA BENE E CHE COSA CI FA MALE: il cibo che perisce e il cibo che dura e che ci dà la vita eterna.

Dal vangelo di Giovanni capitolo 6 – versetti 41-51

41Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. 42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?”.
43Gesù rispose loro: “Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio . Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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