Dov’è la mia stanza? (Mc 14, 12-16.22-26)

da qui

Dov’è la mia stanza? (Mc 14, 12-16. 22-26) CORPUS DOMINI

Omelia di don Fabrizio Centofanti – Domenica 7 giugno 2015

SCHEDA DI SINTESI

❶ Dice Gesù: “Troverete un uomo con una brocca…”. È strano questo perché non erano gli uomini che portavano le anfore d’acqua ma era un compito riservato alle donne, come è testimoniato nel brano della Samaritana (Lc 4, 1-26). Qualche studioso sostiene che questo particolare è un segnale, come altri segnali che gli evangelisti mettono nel testo. Ad esempio, un altro segnale è quella strana frase di Gesù: “«Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.” (Lc 22, 36). La spiegazione di una frase del genere non è certo quella secondo cui Gesù con questa frase vuol dare inizio ad una rivolta contro il dominio romano. Questo non è nella mente di Gesù ma è nella nostra mente, perché VOGLIAMO FARCI UN DIO A NOSTRO USO E CONSUMO; il Dio che si aspettavano tanti ebrei: il Dio che dà il successo nella guerra, il Dio che deve servire a noi, invece che noi servire a Lui.

❷ In questo brano c’è una grande attenzione nel descrivere i dettagli di questa sala. Il motivo è nel fatto che l’evangelista vuole preparare il lettore. La preparazione è importante nella bibbia. Il profeta Isaia dice: “Preparate la via al Signore…” (Is 40, 3). Lo stesso dice Giovanni Battista: “Preparate la via del Signore…” (Mt 3, 3). Questa è la strada che va dall’uomo a Dio. PER INCONTRARE GESÙ NOI DOBBIAMO PREPARARCI DENTRO.
Ma come fare? COLTIVANDO QUELLE REALTÀ ATTRAVERSO LE QUALI DIO SI COMUNICA: IL BELLO, IL BUONO, IL VERO, perché Dio passa attraverso queste categorie. Se noi prepariamo la via al Signore, quando lui verrà, lo riconosceremo.

❸ Gesù dice: “Non berrò più del frutto della vite; lo berrò di nuovo nel regno di Dio”.
➔L’ultima cena non è solo un memoriale, un rendere presente qualcosa che è passata; qui c’è anche un futuro (“lo berrò”). Vuol dire che IL FUTURO DEL REGNO DI DIO PUÒ ARRIVARE QUI; PUÒ ESSERE QUI, ADESSO.
Come? Se noi diciamo SÌ, come Maria. Durante le nozze di Cana, Maria dice ai servi. “Fate tutto quello che vi dirà”. (Gv 2, 5).
➔Significa che TUTTO DEVE NASCERE DALLA PAROLA DI DIO: SE LA ASCOLTO, ALLORA IL FUTURO È GIÀ QUI, COMINCIA ADESSO.

❹ Gesù esce dall’ultima cena cantando l’inno. È l’inno di vittoria, quello che nella liturgia ebraica si chiama “il Grande Hallel”. È strano questo, dal momento che Gesù sa che sta andando incontro alla morte.
Entrando nel Santo Sepolcro a Gerusalemme, i pellegrini possono vedere una scritta: “Non est hic”, non è qui; è risorto. Noi tante volte inseguiamo ancora una religione della tomba, della morte. Quanti cristiani sono morti dentro! SE ANCHE NOI NON CI SENTIAMO RISORTI MA CI SENTIAMO MORTI DENTRO, ALLORA VUOL DIRE CHE DOBBIAMO CAPIRE QUALCOSA IN PIÙ DELLA FEDE.

❺ Gesù manda a dire ai suoi discepoli: “Dov’è la mia stanza?” All’inizio del vangelo, l’evangelista dice che Maria e Giuseppe non trovarono posto nella stanza (Lc 2, 7). Adesso il posto ci può essere, ma ad una condizione. Nell’Apocalisse vengono messe in bocca a Gesù parole importantissime come queste: “Io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20). Allora, PERCHÉ CI SIA POSTO NELLA STANZA DOBBIAMO FARE UN SOLA COSA: APRIRE LA PORTA A GESÙ e noi saremo a tavola con Dio, come ci ricorda la parabola del Padre misericordioso: “…mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15, 23-24).
Questo è il Corpus Domini: siamo membra dello stesso corpo e se uno si perde dobbiamo soffrire anche noi. DOBBIAMO RENDERCI CONTO DI ESSERE UN SOLO CORPO, non solo noi che partecipiamo alla celebrazione eucaristica, ma anche quelli che sono lontano da qui, anche quelli che stanno soffrendo, anche quelli di cui vogliamo dimenticarci. Non pensiamo che qualcuno non faccia parte di questo corpo del Signore; siamo tutti fratelli e sorelle.

Dal vangelo di Marco capitolo 14 – versetti 12-16. 22-26

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Annunci

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
Questa voce è stata pubblicata in Omelie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...