Messa con unzione degli infermi (Mc 12,35-37)

da qui

[Queste riprese sono di Alfonso Matrella]

Messa con l’unzione degli infermi (Mc 12, 35-37)

Omelia di don Fabrizio Centofanti – 6 giugno 2015

SCHEDA DI SINTESI

❶ Questo è un vangelo un po’ enigmatico che perciò dobbiamo comprendere bene.
Gesù qui sta facendo un rimprovero agli scribi e ai farisei, che pur essendo teologi, non citavano mai la parola di Dio; per questo Gesù pone a loro una domanda proprio sulla parola di Dio.
➔L’evangelista con questo vuole dirci che NELLA NOSTRA FEDE TUTTO CIÒ CHE CONTA NASCE DALLA “PAROLA” E TUTTO CIÒ CHE NON NASCE DALLA PAROLA DI DIO È DESTINATO A MORIRE. Tante comunità cristiane purtroppo non si basano sulla Parola ma sono solo organizzazioni di attività ma prive di anima.
➔Allora la prima cosa che oggi dobbiamo chiedere al Signore è di METTERE A FONDAMENTO DI TUTTO LA SUA PAROLA.

❷ La gente ascoltava volentieri Gesù. Ma perché? Perché Gesù parlava delle cose della gente, della loro vita, di quello che conta veramente.
Noi stiamo dedicando questa celebrazione eucaristica ai malati, alla MALATTIA che può essere anche terribile, però HA UN RISVOLTO SICURAMENTE POSITIVO CHE CI FA ANDARE ALL’ESSENZIALE.
Il cosiddetto “buon ladrone” deve fare i conti con la sua vita e dice a Gesù: ”ricordati di me…” (Lc 23, 42).
NOI NELLA MALATTIA CI RICORDIAMO DI DIO E DIO SI RICORDA DI NOI perché Dio ha una cura molto particolare dei malati.

❸ Nell’unzione degli infermi guarigione e perdono dei peccati sono associati. (“La malattia diventa cammino di conversione e il perdono di Dio dà inizio alla guarigione” Catechismo Chiesa Cattolica, 1502). Il perdono è dunque già l’inizio della guarigione.
Alcuni studi dicono che molte malattie dipendono dalla mancanza di perdono. Non si è perdonati e non si perdona e questo tarlo ci corrode e ci fa stare male. E IL MALE FA MALE. Ecco che il perdono, scendendo nel nostro cuore, inizia a guarirci, a farci stare meglio.
Gesù ha una speciale compassione per i malati, li perdona volentieri; anzi GESÙ SI IDENTIFICA CON IL MALATO.
Nel cap. 25 di Matteo Gesù dice: “Ero malato e mi avete visitato…”, quindi il malato ha una dignità infinita perché in ogni malato noi possiamo vedere il Cristo.

❹ Nel vangelo si dice: “Tutti quelli che toccavano Gesù guarivano” (Mc 6, 56). Allora possiamo chiederci: come facciamo oggi noi a toccare Gesù? È il miracolo che sta accadendo anche in questo momento: NEI SACRAMENTI NOI CONTINUIAMO A TOCCARE GESÙ.
Nell’episodio evangelico della emorroissa, la donna malata dice: “Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata” (Mc 5, 28). Il sacramento è proprio questo lembo del mantello di Gesù (Lc 8, 44) che noi possiamo toccare ed essere guariti.

❺ Capita a tutti di farsi una domanda molto difficile: perché Gesù non guarisce tutti i malati? C’è una sola risposta: perché LA GUARIGIONE È IL SEGNO DI UNA GUARIGIONE PIÙ GRANDE, di una vittoria più decisiva: la vittoria sul peccato.
Nell’episodio della guarigione del paralitico (Lc 5, 17-26) ci sono quattro persone che portano un paralitico da Gesù ma la calca della folla impedisce loro di entrare dalla porta; rompono il tetto e calano da lì il lettuccio. E tutti si aspettano che Gesù lo guarisca dalla paralisi. Ma, tra lo stupore dei presenti, Gesù gli dice. “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”.
➔LA VERA GUARIGIONE È LA GUARIGIONE DAL PECCATO PERCHÉ È IL PECCATO LA VERA MALATTIA. Noi siamo qui anche per chiedere la guarigione, ma chiediamo prima l’altra guarigione: la guarigione del cuore.

Dal vangelo di Marco capitolo 12 – versetti 35-37

35Insegnando nel tempio, Gesù diceva: “Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? 36Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:

Disse il Signore al mio Signore :
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi .

37Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?”. E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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