Messa movimentata (Mt 28,16-20)

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[Queste riprese sono di Valter D’Erchie]

Messa movimentata (Mt 28, 16-20) S.S. TRINITA’

Omelia di don Fabrizio Centofanti – Domenica 31 maggio 2015

SCHEDA DI SINTESI

❶ Gesù è risorto, è nella sua gloria, ha vinto per sempre la morte; eppure i discepoli continuano a dubitare. Perché? Questo dubbio può essere spiegato in un solo modo: LA NOSTRA FEDE È IMPRESCINDIBILE DALLA LIBERTÀ. Persino Gesù è stato tentato realmente nel deserto: quindi poteva anche dire no; invece ha liberamente scelto di dire sì.
L’invito di Dio è a una festa; ma non possiamo essere obbligati a parteciparvi, non sarebbe un invito, una proposta. Nella parabola del “padre misericordioso” il padre organizza una festa per il figlio ritrovato ma il fratello maggiore non vuole entrare, rimane fuori. Sceglie di rifiutare la festa dell’amore e della riconciliazione.
➔ Anche noi dobbiamo scegliere di accogliere l’amore che ci viene offerto.

❷ Gesù investe di autorità i suoi discepoli.
➔Vuol dire che LA NOSTRA VITA HA QUALCOSA A CHE FARE CON CIÒ CHE È PIÙ GRANDE DI NOI, DEL NOSTRO IO, come nella chiamata di Abramo. Dio gli dice: “esci dalla tua terra e vai verso te stesso”, e non –come viene normalmente tradotto- “verso la terra che io ti mostrerò” (Genesi 12, 1).
➔Quindi QUANDO CI METTIAMO IN VIAGGIO VERSO DIO ANDIAMO VERSO NOI STESSI, PERCHÉ DIO È DENTRO DI NOI.
❸ Gesù dice: “fate discepoli”. Oggi si è giustamente diffidenti verso la propaganda religiosa, il proselitismo. Infatti questa indicazione di Gesù si spiega in un solo modo, che S. Paolo ha genialmente intuito, quando ha detto che noi siamo un solo corpo. Quindi se un membro soffre, soffriamo anche noi; se un membro gioisce, gioiamo anche noi. Purtroppo questo non succede sempre; anzi spesso quando gli altri soffrono, noi siamo indifferenti; e quando gli altri gioiscono, noi siamo invidiosi; ma questa non è la visione del vangelo.
Per questo nel vangelo di Luca (cap 15) si parla della pecora smarrita, della dracma perduta, del figlio prodigo. La frase più tremenda della parabola del padre misericordioso si trova all’inizio: “il figlio partì per un paese lontano…”. ➔Questa è il dramma della nostra vita: quando partiamo per un paese lontano, quando ci allontaniamo da Dio e dunque anche da noi stessi. Allora QUEL “FATE DISCEPOLI” SIGNIFICA “ANDATE VERSO QUESTI SMARRITI, FATELI TORNARE A CASA”. Non è proselitismo, ma è andare verso qualcuno che ha perso la via e aiutarlo a ritrovarla.
❹ L’evangelista dice che Gesù si trova su un alto monte, per ricordarci del monte delle tentazioni, dove a Gesù vengono offerti potere e ricchezza (Lc 4, 1-13); ma Gesù rifiuta tutto questo. In questo brano Gesù è ancora su un alto monte e dice: ”mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra”.
➔Vuol dire che il potere non è qualcosa che dobbiamo strappare al mondo, ma è qualcosa che dobbiamo ricevere in dono da Dio e L’UNICO POTERE VERO È IL POTERE DELL’AMORE.
❺ Gesù dice: “io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Questo confuta quelle correnti di pensiero teologico che sostengono che Dio è assente nella storia dell’uomo. Infatti LA VERITÀ È NELLA RELAZIONE.
Anche la fisica quantistica dice che tutta la realtà è formata da particelle subatomiche, cioè dagli elementi fondamentali che compongono la materia, le quali sono tutte in relazione tra di loro. Tutto è collegato.
E qual è il centro gravitazionale? Lo dice Gesù nel vangelo di Giovanni: “quando sarò innalzato sulla croce attirerò tutti a me” (Gv 12, 32). IL CENTRO DELL’UNIVERSO È LA CROCE (la certezza dell’amore incrollabile di Dio per noi) e tutto è attirato irresistibilmente verso la croce.
Il messaggio della liturgia odierna, nella festività della S.S. Trinità, è che la nostra vita è frammentaria; siamo dispersi; abbiamo perso la nostra identità, ma vogliamo ritrovarla. Oggi il Signore ci fa questo appello forte: SE VOGLIAMO RITROVARE L’UNITÀ IN NOI STESSI E CON GLI ALTRI, LA CROCE È L’UNICA SOLUZIONE, PERCHÉ SOLO SE CI LASCIAMO ATTIRARE DALL’AMORE VERO CHE SI DONA AGLI ALTRI POSSIAMO FARE L’ESPERIENZA DEL DIO CON NOI, DEL DIO DENTRO DI NOI CHE CI FA CAPIRE CHI SIAMO VERAMENTE.

Dal vangelo di Matteo capitolo 28 – versetti 16-20

16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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