Luci nella notte (Gv 21,1-19)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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12 risposte a Luci nella notte (Gv 21,1-19)

  1. agnese ha detto:

    Bellissima questa omelia,”Luci nella notte”.
    Tutti noi abbiamo vagato nella notte finchè non abbiamo visto la luce della lampada del Signore. Se abbiamo creduto,se ci abbiamo fidato di Lui,questa luce aiuta a trovare la strada di nostra salvezza.Il Signore illumina la nostra strada,ma siamo noi a decidere se vogliamo credere e fidarsi di Lui.Dio ama noi con amore infinito. E’ Bellissimo!

  2. pam ha detto:

    Grande Don, grazie!

    A stento
    mi son trascinato
    per sentieri sassosi.
    Anche di notte,
    senza stelle.
    Lampada
    mi eri, tu, o Dio
    sapienza senz’ombra.
    Ho inciampato,
    e subito
    mi hai preso per mano.
    Tua era l’agilità
    del mio riprendere cammino.
    Ho vinto
    ostacoli caparbi,
    ed ora
    il mio spirito esulta.
    E ti ringrazio.
    (I Salmi della gioia)

  3. M&C ha detto:

    Quello che mi spaventa delle tenebre è che ti accorgi di esserne avvolto, solo se qualcuno o qualcosa fa accendere una luce: senza luce, non vedi neanche le tenebre, ma pensi che sia tutto normale così; appena si accende una luce, invece, le tenebre si rivelano per quello che sono, un buio che impedisce di vedere la realtà, e grande si fa il desiderio che svaniscano del tutto.
    Nelle tenebre prevalgono le ostinazioni demoniache, quelle false luci, quegli abbagli che mi spaventano ancora di più.
    Sono grata a Dio per tutte le luci che ha, di volta in volta, acceso nel buio della mia vita, e per tutte quelle che accenderà ancora.

  4. Barbara ha detto:

    Hai ragione, Maria Cristina, purtroppo capita – per abitudine, pigrizia, perché tanto è sempre stato così – di considerare le tenebre come normalità.
    C’è un brano della Genesi che ogni volta che lo leggo mi va in panne il cervello: “… e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”. Poi Dio “creò” (lo metto tra virgolette perché non è la parola esatta da usare) la luce e “separò la luce dalle tenebre”. E’ come se le tenebre contenessero già in sé la luce ma senza l’intervento di Dio non fosse possibile separarle. Se la Parola è ciò che ci permette questa separazione forse si spiega così anche quel “gettare le reti sulla Parola di Gesù”. Insomma, fidarsi.

  5. bioraffaella ha detto:

    Per uscire dal buio della notte dobbiamo solo fidarci,anche se a volte significa agire diversamente dai nostri schemi e dalle nostre abitudini che ci fanno brancolare nel buio,solo cosi riusciremo a vedere la luce nelle tenebre,solo cosi potremo riconoscere la luce del Signore.

  6. Freedom ha detto:

    “Se vogliamo che un messaggio d’amore sia udito, spetta a noi lanciarlo. Se vogliamo che una lampada continui ad ardere, spetta a noi alimentarla d’olio.”

  7. Grazie, come dice Pamela, anche io non finirò mai di dirti grazie!
    Un’altra volta ci dai il segno più importante “Amare, sentirsi Amati”, io lo devo ammettere solo sentendosi amati si può amare; devo ammettere che questa parola “Amore” ha un senso molto più importante di quello che riusciamo a capire noi esseri umani.
    Non capiamo questo Dio che si accontenta del “ti voglio bene” che ci cerca sempre e comunque, che col suo amore ci da la luce e ci “acchiappa” per i capelli quando cadiamo e non riusciamo da soli a rialzarci.
    Non lo capiamo proprio come Pietro. Tu hai avuto l’Amore sufficiente per gridarlo: “perché proprio a Pietro che lo aveva rinnegato per tre volte?”perché amare vuol dire sbagliare e sbagliare ancora.
    Non è facile entrare a far parte dei servitori fino a che non lo facciamo per amore!
    Nella nostra realtà di volontariato lo si sperimenta tutti i giorni, finalmente capisco i tuoi ammonimenti! attenzione fare il bene è un’altra cosa da fare per fare….!
    .

    Ti ringrazio per le tue preghiere sei un angelo custode a cui debbo la felicità di oggi!

    Un abbraccio a te, a Cristina a Emanuela a Pamela e a tutti gli altri che almeno ci provano.

    Ernestina.

  8. Freedom ha detto:

    «Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto,
    quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi,
    allora scende a profondità maggiori.»
    (Osho)

  9. Ernesta Scappaticci. ha detto:

    Per favore, Fabrizio, prega ancora per la mia mamma, sta dinuovo male
    Scusa.
    Grazie.
    Ernestia.
    Ti abbraccio tanto.

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