Corpo morto, corpo vivo (La Pasqua: Lc 24, 1-12)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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8 risposte a Corpo morto, corpo vivo (La Pasqua: Lc 24, 1-12)

  1. “E’ lì che comincia la Pasqua” quando muori a te stesso.
    accorgersi dell’altro è la fede che ho sposato da sempre, non so se riesco a capire veramente! Il vangelo va letto con questi occhi: leggendolo coi fatti veri della nostra vita.
    Sono ancora tanto lontana, forse la vita, forse ancora non vedo con quegli occhi… ho ancora da imparare da quelle donne che cercavano il “corpo”.
    Ogni volta che ascolto le tue omelie mi ritrovo per una strada mai iniziata davvero.
    Mi rimetto in viaggio…

    Ernestina.

  2. M&C ha detto:

    Uscire dal bozzolo è andare verso i fratelli, corpo vivo di Gesù, è la Pasqua di resurrezione che ci hai annunciato, è l’alba di un nuovo giorno che da vita ad un nuovo mondo dove regna la fraternità e dove amare è amare fino in fondo, superando ogni barriera, perfino la morte.
    Mi viene in mente la storia del bruco Giovanni, raccontata ai bambini proprio per trasmettere loro il significato profondo della resurrezione; e sono felice che sull’arcobaleno domenica, oltre alla parola “fraternità”, sia spuntato anche un sole che ride!
    Grazie don, ci hai guidato ed accompagnato, mano nella mano, verso questa Pasqua, per farci comprendere il suo significato più profondo e per aiutarci a testimoniarlo, anche noi, nel nostro piccolo, con la nostra vita… speriamo di fare sempre tesoro di quanto e prezioso ricevuto!

  3. ema ha detto:

    Le donne stavano li… ad amare oltre la morte ed in quel loro “stare” esprimere la vita.

  4. M&C ha detto:

    Primo passo per uscire dal bozzolo:
    non perdere la speranza,
    non cedere alla disperazione
    e non mettere “una pietra sopra” a
    niente e nessuno…

  5. Stella Maria ha detto:

    @ M&C
    Si, soprattutto x la pietra… Che in un’altra omelia, Fabrizio, definisci tombale, perche’ a volte x uscire dal bozzolo c’è bisogno di un’ala di riserva.

  6. grazie!
    l’importante è non metterci mai una pietra sopra.

  7. bioraffaella ha detto:

    Solo se mi rialzo da terra posso alzare gli occhi e trovare lo sguardo di Gesù, lasciandomi trasformare da bozzolo a bellissima farfalla.

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