Carpe diem Domini (Lc 1,1-4; 4,14-21)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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11 risposte a Carpe diem Domini (Lc 1,1-4; 4,14-21)

  1. Barbara ha detto:

    E’ bello questo Dio che non può essere contenuto in nessuna forma.
    E’ bello questo Spirito che ci attraversa e ci seduce ma non si ferma, costringendoci a desiderarlo per tutta la vita.

  2. ema ha detto:

    “Non ho che oggi per amarti sulla terra”
    S. Teresa di Lisieux

  3. Pingback: Il vangelo della domenica: Lc 1, 1-4, 4, 14-21 « Parrocchia San Carlo da Sezze

  4. Ogni giorno Lo amiamo, nonostante tutto: perché viviamo con Lui il nostro giorno.
    Bello vivere con Dio il nostro giorno, camminiamo e lo cerchiamo.

    Grazie per averci aperto un’altra strada per conoscerlo meglio: aprire il cuore prima di leggere il Vangelo. Ricordarcelo sempre ci aiuta a non credere di averlo in tasca.
    Ernestina.

  5. elena ha detto:

    Con l’avvento di Gesù “inizia” il sogno realizzato di Dio. Da Gesù parte il viaggio di ritorno a Dio.
    E credo che solo da questo momento si possa iniziare a fare concretamente esperienza di Dio, frammento dopo frammento con lunghe pause di silenzio e di dubbi e con improvvise tempeste di verità. Lo spirito si serve di strumenti impensabili, se anche si è fatta una sola piccola breccia nel nostro cuore, pur di raggiungere il centro dell’uomo che Dio ha sognato.
    Ma io penso che in fondo questo nuovo giorno sia appena alla sua alba, ce lo insegna la storia.
    Duemila anni e poco più rappresentano un piccolissimo passo verso lo sviluppo di una piena testimonianza e realizzazione. L’importante però è nutrire il contatto, perchè ogni giorno sia “questo giorno”

  6. bioraffaella ha detto:

    La Verità è diffusa in ogni parte come tante piccole Verità che messe insieme formano un unica Verità!

  7. grazie! siete belle anche voi.

  8. M&C ha detto:

    Essere testimoni è più difficile che essere maestri, perchè bisogna dimostrare la Fede con la propria vita per essere credibili.
    Testimoniare è uno spirito che passa e succede solo se lo Spirito ce l’hai dentro, altrimenti a passare sono solo parole che poi facilmente vengono dimenticate.
    Un aggettivo mi ha fatto riflettere, qualche tempo fa, “gioioso”: il testimone vero infatti si riconosce dalla gioia, è la gioia che si prova ad indicare che la strada intrapresa e le scelte fatte sono quelle giuste.
    Solo se c’è gioia, c’è Dio, non credo ci siano alternative…

  9. agnese ha detto:

    io ho amato Dio prima che ho cominciato “studiare” vangelo,ho sentito la Sua presenza,la Sua protezione.Dio è mio migliore Amico,non mi è mai deluso.
    Sono testimone di Dio? Non lo so. Cerco di vivere in modo giusto,che mi sembra giusto, tutto qui.
    Mi ha fatto tanta gioia,quando alcune persone,dopo miei racconti di esperienza con Dio sono tornati sulla strada con Dio,questo da la gioia perchè lo so che soltanto Dio ha la forza di aiutare a noi.
    Sempre pregho Dio che mi aiuta ad andare nella vita con la strada giusta.Cosi mi sento meglio, sicuro.

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