Un sogno realizzato (Lc 2,1-14)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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12 risposte a Un sogno realizzato (Lc 2,1-14)

  1. Pingback: Oggi è nato per voi il Salvatore: Lc 2,1-14 « Parrocchia San Carlo da Sezze

  2. bioraffaella ha detto:

    Solo se apriamo le porte del nostro cuore possiamo lasciare lo spazio ad un sogno realizzato che è soltanto Amore!

  3. bardamu61 ha detto:

    Grazie Fabrizio, avrei voluto esserci di persona, ma sono crollato insieme alla bimba. Per fortuna che internet c’è. Buon Natale a te e tutta la tua comunità benedetta dal Signore. Massimo

  4. bioraffaella ha detto:

    Ieri notte quando ho messo il bambinello nella mangiatoia del mio presepe e mi sono soffermata a guardarlo mentre dicevo una preghiera ho provato una grande gioia ,ma anche una grande tristezza per chi ha chiuso le porte del suo cuore alla venuta del Signore ,perché preferisce vivere nell’inferno piuttosto che lasciare spazio all’annuncio ” di un sogno realizzato”.

  5. vi ringrazio!
    è un peccato rinunciare a un sogno già realizzato.
    Massimo, grazie, spero di vederti presto con la tua splendida famigliola!

  6. bioraffaella ha detto:

    Si, lo è!

  7. M&C ha detto:

    Che bello entrare in questa gioia di un sogno già realizzato, ma che spesso non riusciamo a vedere: ci vogliono angeli come te, don, per aprirci occhi e cuore.
    Buon S.Natale di pace e giustizia a tutti!

  8. elena ha detto:

    A Natale trovo sempre di più persone inquiete, tristi e tormentate e mi dicono di non sapere perchè. Eppure è evidente: vengono ancora più in contatto con il deserto dell’anima e si crea un’enorme dissonanza con il momento speciale e la mancanza di volontà e il coraggio del cuore di superarsi e di cogliere l’opportunità di guardarsi dentro e di lanciarsi a provare e sperimentare
    cosa significhi veramente pace. Ma non è così, ancora una volta,ti accorgi con amarezza che non è così. Ma è importante e audace accogliere anche questo e rimanere vigili per non lasciarsene contagiare.
    Buon Natale più vivo che mai!

  9. elena ha detto:

    L’altro giorno ho messo un CD proprio di Fabrizio de Andrè ed ho vissuto un momento felice mentre lo ascoltavo! E’ doloroso poi rendersi conto che spesso ti senti molto meno solo quando sei con te stesso e basta, piuttosto che insieme a persone tanto incapaci di condividire.
    Eppure la necessità di condividere dovrebbe essere l’esigenza più sentita quando si ha qualcosa da dare e la sola che ci fa sperimentare la condizione di essere pienamente umani.
    Ma perchè è così rara?

  10. Barbara ha detto:

    Da qualche parte ho letto che se la religione divide, la spiritualità unisce. Ed è proprio sul terreno della spiritualità che credenti e (presunti) atei si possono incontrare, e magari in una società che, personalmente, auspico sempre più cristianamente laica.

    OLTRE LA FORESTA
    Fratello ateo, nobilmente pensoso,
    alla ricerca di un Dio che io non so darti,
    attraversiamo insieme il deserto.
    Di deserto in deserto andiamo
    oltre la foresta delle fedi
    liberi e nudi verso
    il nudo Essere
    e là
    dove la parola muore
    abbia fine il nostro cammino.
    (David Maria Turoldo)

    Grazie, sempre, Fabrizio.

  11. agnese ha detto:

    per noi tutti,dispersi sul tutto mondo,fa tanto piacere,che abbiamo la possibilita` di ascoltare la omelia di don Fabrizio,questo e` il calore per nostro cuore.
    Mi piace-un sogno realizzato-come bello!

  12. vi ringrazio!
    la condivisione vera è rara, ma è quella che porta avanti il mondo.
    Turoldo è un grande.

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