Quale fame (Gv 6, 24-35)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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9 risposte a Quale fame (Gv 6, 24-35)

  1. falconieredelbosco ha detto:

    la parola di Dio è perfetta.
    Cum pane.
    Non se se tu lo hai notato ma questa parola “compagno” sta sparendo (e non mi riferisco solo al termine politico) sta sparendo perché (e questa è parola di fornaio) perché del pane non importa più niente a nessuno, ha perso il suo valore di alimento, basta vedere le tonnellate che vengono buttate ogni giorno, basta vedere che chi fa questo mestiere(intendo il pane che si fa come lo si faceva una volta) non ce la fa più ad andare avanti. Ecco forse riusciremo meglio a comprendere il valore del Pane del Vangelo, quando riscopriremo il valore del pane di frumento. Forse ho azzardato troppo e mi sto facendo pubblicità, ma Gesù parlava in parabole usando le cose più semplici, quelle a portata di tutti, per farsi capire, E cosa c’è di più semplice del pane?

  2. Stella Maria ha detto:

    il pane è ciò che di più buono esiste al mondo ed è un alimento quasi completo. Chi butta il pane offende l’uomo e Dio. Il pane è frutto di un duro lavoro e il lavoro è un valore sacro da tutelare. che il fornaio non ce la faccia ad andare avanti mi sembra un po’ strano, io credo che sia la solita lamentela quotidiana, l’unica industria che non è in crisi è quella della ristorazione e alimentare per i beni essenziali. L’uomo si nutre di pane, e il pane di frumento è ciò che sazia la fame se poi se ne butta molto è solo perchè viviamo in una società che ha perso valori, che non ha più rispetto e per la quale il lavoro non è più un valore ma solo una “merce” di consumo, qualcosa che serve per procurare i soldi al fine di soddisfare bisogni più effimeri, ma onestamente io vedo che il pane è usato per molte altre cose. Sì, il pane bene sociale e di tutti sarebbe la rivoluzione vera di questa società naturalmente solo per chi non può comprarlo. Questa si chiama redistribuzione della ricchezza.
    buono il pane, Gesù è il pane che sazia, un pane fresco e fragrante, buono, dice il salmo “gustate e vedete quanto è buono il Signore”, proprio così è un cibo il cui sapore l’uomo non può imitare o clonare, un cibo che è bene di tutti, bene condiviso perchè nessuno ha il Signore solo per sè.

  3. Stella Maria ha detto:

    Una precisazione è doverosa altrimenti non si capisce neanche il commento, o almeno una parte e poi potrei essere accusata di plagio, scherzo!

    a fine celebrazione don Fabrizio ha proposto di distribuire pane gratis a tutti, la fame verrebbe meno, il pane è un diritto essenziale, i fornai dovrebbero essere finanziati dallo Stato per questo.

    io aggiungo con un correttivo, solo alle fasce sociali più deboli, anche così si condivide il pane e c’è redistribuzione della ricchezza.

  4. ema ha detto:

    Per imparare a condividere basterebbe ricordare quel giorno in cui abbiamo avuto fame e siamo stati saziati…

  5. grazie! Falconiere, come scrive Stella, oggi praticamente abbiamo parlato di te…

  6. bioraffaella ha detto:

    Signore è bello stare qui ! Perché nell’incontrare gli altri nell’ Amore ho ritrovato me stessa, ecco il vero miracolo!

  7. M&C ha detto:

    Condividere il pane e la vita è il senso della vita.

  8. agnese ha detto:

    Mi e` piacuta questa frase (anche tante altre) :”il mondo e` pieno di amore”- si,ha ragione, siamo noi che abbiamo la paura di aprirsi per amore,abituati che qua sulla terra e` diverso di la` in cielo. Dimenticamo che amore possiamo essere noi stessi.
    Qua da me il prete ha detto:anche se veniamo qua in chiesa,ma siamo sicuri che cercamo Gesu`?

    Grazie don che ho potuto sentire la tua omelia anche se sto lontano
    buona settimana

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