L’unica cosa che conta (Gv 15, 9-17)

da qui

Annunci

Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

8 risposte a L’unica cosa che conta (Gv 15, 9-17)

  1. M&C ha detto:

    “Una sola è la cosa che conta…”: nella matassa ingarbugliata che è la vita, questa è proprio la buona notizia che risolleva!!!

  2. pam ha detto:

    Non può che essere un atto d’amore la creazione dell’ universo: l’amore crea e non distrugge. Grazie, Don, è un’omelia da brividi.

  3. ema ha detto:

    La libertà di servire da gioia pura.

  4. grazie care, vi abbraccio con il cuore.

  5. robysda ha detto:

    Incontrarsi e riconoscersi nell’altro, consapevoli del bisogno reciproco, senza presunzione di poter fare tutto da soli, tesserine di un puzzle, in cui ciascuna è necessaria perché il quadro sia completo; c’è speranza che qualcuna di quelle rose venga raccolta

  6. bioraffaella ha detto:

    Come si fa a vivere nella gioia e soprattutto a trasmettere gioia quando gli altri per puro egoismo preferirebbero vederti rinchiusa in un sepolcro?
    L’incontro con Gesù ti rende veramente una persona nuova, peccato! Che molti non lo riescono a capire, perchè sono troppo presi da faccende che non ti portano nessuna gioia se non vengono svolte con amore…..perchè ogni servizio svolto con amore è un servizio che ti dà la gioia di vivere!

  7. marco1963 ha detto:

    Capire che l’iniziativa è sempre di Dio, significa affidarsi a Colui da cui proveniamo. Ed è all’interno di questo riparo che noi figli comprendiamo che la libertà senza la verità e l’amore, non basta. Se la vera gioia nasce sempre da un atto d’amore, la libertà ci consente di guardare in profondità, di amare in modo assoluto e senza limiti, di sentirci veri ed unici figli di un Dio che non ha mai smesso di lanciarci rose.

  8. grazie!
    speriamo di riempire davvero il mondo di rose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...