Terzo anniversario di don Mario (Lc 2, 22-40)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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13 risposte a Terzo anniversario di don Mario (Lc 2, 22-40)

  1. pam ha detto:

    Non ho conosciuto Don Mario, ma lo vedo attraverso di te, Fabri, e la bella comunità di San Carlo. Credo che la traccia dell’amore sia, in fondo, questo.

  2. M&C ha detto:

    Ci sono persone che non smettono mai di essere presenti, la cui traccia rimarrà per sempre nei cuori delle persone…
    Un abbraccio forte e sincero.
    cri

  3. Stella Maria ha detto:

    Io ho conosciuto don Mario e ho due ricordi in particolare che mi porto sempre dietro uno dei quali mi viene sempre in mente quando devo fare spallucce di qualcosa x cui non vale la pena arrabbiarsi o una difficoltà da superare. Ci capimmo quasi subito il siciliano e la romana, la non “ragazza del centro” e il trascinatore di anime. Altro non aggiungo se non che si può credere e amare una persona, seguirne gli esempi anche senza averlo conosciuto ma credendo in lui attraverso le sue opere e le sue parole. In fondo la fede e l’amore per Gesù non e’ credere in qualcuno che c’ e’ ma che di persona non abbiamo mai visto? Non vorrei essere blasfema con questo parallelo pero’ e’ così. E credo anche in questo Fabrizio suo fedele amico e “discepolo” che con i suoi racconti lo rende sempre più reale di quel che e’ anche se questo può essere sale sulla sua ferita del distacco, un uomo che oltre il suo di esempio e missione ha il duro compito di un’eredita’ che rischia di annullarlo perché lo vuole ombra e clone dell’amico. Ma non e’ forse vero che si tende a stare con chi ti somiglia, chi ha capacita’ simili anche se trasmesse in modo diverso? Allora non ci sono cloni ma carismi diversi che portano per vie diverse alla stessa meta: l’altro. E don Mario questo aveva di bello: non voleva cloni ma sapeva tirar fuori da ognuno il suo carisma perché non fosse altro che se stesso e per se stesso conosciuto e amato. Un grande uomo si vede anche da qui, non teme di non essere l’unico ma vuole un insieme di unicità che facciano comunità perché senza la comunità il cristiano non esiste, non esiste l’uomo e questo il don lo ha sempre condiviso mai ereditato perché sa Che da soli non si va da nessuna parte, mene che mai a Dio.

  4. ema ha detto:

    “Dirò delle cose molto semplici…il tempio era il centro delle speranze e degli affetti”

    E’guardando alcuni “uomini del tempio” che si riesce a superare qualsiasi difficoltà perché queste persone sono esse stesse luogo di affetto e speranza.

  5. marcosic ha detto:

    Ho conosciuto Don Mario ma non sono riuscito ad approfondire la conoscenza e di questo francamente ho un rimpianto. Ma chiaramente ero io che non riuscivo a sintonizzarmi, che non ero pronto. Una volta entrammo più in contatto per una questione banale: spostare una commedia che avevamo messo in scena per un certo mese. Ci fece comprendere, senza suggerircelo, che dovevamo spostare la data e noi capimmo, attraverso le sue parole ma senza che ce lo dicesse, quale sarebbe stato il periodo migliore. Mi colpirono le sue parole, la dolcezza, la mitezza dell’animo, la capacità immensa di accogliere ogni tensione, ogni discorso, ogni persona. Ecco, questo è ciò che porto dietro: è poco ma è molto per me. Il 30 sera, Don, il ricordo è stato meraviglioso, era come se Don Mario fosse li, se chiunque potesse capire chi era e cosa ha fatto di grande. Grazie per ciò che hai detto. Tu sei nel suo solco, è chiaro, e chiunque ti conosca sa quanto hai ereditato da lui spiritualmente. E quanto desideri passare questo testimone tutti i giorni nell’amore quotidiano con cui svolgi la tua azione.
    Marco

  6. Raf ha detto:

    Se il tempio è “il centro delle speranze e degli affetti” ,allora anche questa parrocchia è “il centro delle speranze e degli affetti”, per ognuno di noi.Perchè è attraverso te ,che si respira in essa un’atmosfera piena d’Amore.

  7. grazie cari, di cuore.
    con voi camminare è meno difficile.
    un abbraccio
    Fabrizio

  8. badaloni maria antonietta ha detto:

    caro don fabrizio sento molto la presenza di don mario anche se l’ho conosciuto solo per tre anni ricordo ogni duro suggerimento,ma giustissimo ,ogni lacrima che nasceva da una forte consapevolezza del mistero della s. messa ,il suo sguardo che sembrava leggerti l’anima,lo sento più fortemente vivo ora che non lo vedo come sempre all’altare della Madonna . Mi manca certo come a tutti e soprattutto a lei , non posso negarlo ,ma lo sforzo per ricordare ogni gesto ogni parola è più forte della presenza fisica .Un abbraccio ,antonietta

  9. vale ha detto:

    Io ho conosciuto don Mario. Ho conosciuto le sue piaghe e il suo cuore immenso. Gli affido ancora i progetti della mia vita, alcuni faticosi e a volte difficili da affrontare. Il suo “pianto di gioia” mi segue e conforta e non finirò mai di ringraziarlo per tutto quello che ha saputo darmi.
    Ringrazio te, Fabrizio, che con la tua presenza continui la sua opera nel mio cammino ma non perchè hai sostituito Domma, semplicemente perchè vi siete fusi in unico cuore e siete per me ora, un unico amore.
    Ti abbraccio forte

  10. Maria Antonietta e Valeria, grazie di cuore!
    vi abbraccio forte
    Fabrizio

  11. Roby (s.d a.) ha detto:

    “L’amore ha un prezzo… pensa a te!
    che bellle queste parole che danno speranza! Un amore grande, quello che ha lasciato don Mario nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo; lo stesso amore si legge in te, nella tua missione che porti avanti con tenacia e dolcezza, forte dei suoi insegnamenti e delle sue parole che, sono certa, ti accompagnano e ti illuminano nei momenti più impossibili.

  12. grazie Roby, sei davvero un bel sostegno!
    un abbraccio forte
    Fabrizio

  13. la funambola ha detto:

    il 29 dicembre di 8 anni fa moriva la mia mamma
    teresa, ciao

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