Maria Immacolata (Lc 1, 26 – 38)

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Informazioni su fabrizio centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
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8 risposte a Maria Immacolata (Lc 1, 26 – 38)

  1. Marco Sic. ha detto:

    La devozione Mariana, il Rosario che “…ripete sempre le stesse cose …”, sono invece aspetti ai quali molti non si avvicinano per timore, per paura di essere giudicati, secondo me per paura di se stessi. Lasciarsi andare e avvicinarsi: questo è amore, rispetto, verso sè e verso gli altri.

  2. M&C ha detto:

    Maria, la grande mediatrice alla quale affidarsi, come nelle nozze di Cana, con la sua umiltà, il suo silenzio, il suo essere sempre presente ma senza apparire, anche e soprattutto nei momenti più importanti e cruciali, è esempio da imitare, santità da seguire passo passo; è modello nell’ascolto e nella comprensione, simbolo di una comunità che ha raggiunto la meta, dopo un cammino faticoso, come quello che ognuno di noi si trova a dover percorrere nella vita.
    Maria, anche e soprattutto donna e madre che serba tutte le cose nel suo cuore, è una figura di riferimento importantissima, un grande aiuto ed una grande consolazione quando pensiamo di non farcela.
    Io ho scoperto tutto questo da poco, ma sicuramente al momento giusto…

  3. Raf ha detto:

    Considerare Maria come “un modello” da seguire ,sembra un’impresa alquanto difficile,ma di certo non impossibile ,perchè se Maria è stata una donna che ha camminato lungo le difficoltà della vita per raggiungere il “paradiso”,vuol dire che ella è vicino a noi,più di quanto possiamo immaginare,e che per noi eiste una speranza: Quella di riuscire ,anche noi,a conoscere, amare e servire Dio,mettendosi a servizio degli altri,proprio come ha fatto Maria!

  4. ema ha detto:

    Quando l’apparizione è quella giusta sparisce ogni dubbio lasciando il posto ad una fede pura e incondizionata come quella di Maria.

  5. Stella Maria ha detto:

    A volte basta un si a cambiare le cose, abbandonarsi e affidarsi totalmente a Dio, sicuri che non c’e’ rinuncia ma solo gioia nel farlo. Dio non chiede sacrifici o rinunce ha creato l’uomo regalandogli l’eden, se proprio allora vogliamo parlare di rinuncia e’ uno scegliere un “sacrificio” minore per un bene più grande. L’uomo ha un lungo cammino da fare ma non impossibile, se pensiamo che spesso anche nei discorsi comuni iniziamo con un “no”. Il segreto e’ nel cuore che per le nostre radici religiose e’ il nostro centro, un centro forte ma non egocentrico, un punto in cui si nasconde il nulla e l’infinito, l’alfa e l’omega del nostro esistere, un punto da cui tutto ha origine e in cui tutto ha fine dove l’animo si apre a un semplice “si” e serba tutto il concentrato dell’esistenza umana. Il cuore, un cuore capace di farsi trafiggere dall’amore più grande, una verità integra nella sua bellezza quanto dolorosa perché un amore che non conosce il dolore non e’ amore.

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